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Politica lunedì 23 settembre 2013 ore 16:40

Macelloni "bacchetta" gli oppositori della fusione dei Comuni



Il presidente della Belvedere attaca gli esponenti politici che si oppongono alla fusione dei Comuni dell'Alta Valdera Valdera - Renzo Macelloni, il presidente della Belvedere torna a intervenire sulla questione della fusione dei Comuni dell’Alta Valdera, argomento che in queste settimane sta scatenando un inteso dibattito visto che i tempi per la fusione si fanno sempre più corti. “Vedo e leggo alcune posizioni dei contrari al progetto di fusione dei tre comuni Peccioli, Capannoli Palaia – Esordisce Macelloni - ma nessuno fa una adeguata menzione relativamente ai consigli comunali dei tre comuni i quali hanno ampiamente discusso e votato il progetto di fusione all'unanimità o con amplissime maggioranze e, successivamente, il consiglio regionale ha approvato una legge sul progetto stesso”. Poi Macelloni rimarca l’importanza dei consigli comunali e del loro parere e dice: “Un aspetto davvero significativo è che, di fronte ad un progetto di fusione dei tre comuni con una visione strategica per il futuro, i cosiddetti contrari si limitano a sollevare alcune critiche, peraltro contraddittorie all'interno dello stesso comitato di chi si oppone al progetto stesso, faccio alcuni esempi: Il signor Fabio Galardi consigliere comunale del Comune di Palaia, attivista sul fronte del no, in una assemblea pubblica nel comune di Capannoli, ha sostenuto che i capannolesi dovrebbero, dopo la fusione, pagare i debiti del Comune di Palaia! Il Galardi ha condiviso finora la gestione del governo di quel Comune… I casi sono due: o lui ha partecipato ad una gestione irresponsabile oppure dice cose false; quando produce queste affermazioni rappresenta i cittadini del comune di Palaia che lo hanno eletto, oppure le sue esigenze personali? Franco Cavallini, ex assessore ed ex vicesindaco al Comune di Peccioli è invece in compagnia di chi sostiene che i Comuni di Capannoli e Palaia dovrebbero pagare i debiti della Belvedere S.p.A. e del Comune di Peccioli, oppure assumersi i costi della post mortem dell'impianto di smaltimento dei rifiuti. Se questo fosse vero Cavallini fa veramente gli interessi del Comune di Peccioli e degli abitanti di Montecchio? Se la cosa non è vera come non lo è, perché partorire queste false informazioni per generare un divario a proprio piacimento?” dopo la sua disquisizione macelloni interviene dicendo: “Ma adesso veniamo ai fatti: la Belvedere S.p.A. ha chiuso il bilancio del 2012 con gli utili e distribuendo dividendi per gli azionisti, come conoscono benissimo i soci, e come accade continuativamente da 15 anni. Il Comune di Peccioli ha chiuso il bilancio consuntivo del 2011 con un milione e 800mila euro di avanzo di amministrazione e il bilancio del 2012 con un milione e 700 mila euro circa di avanzo di amministrazione. Perché quando si è amministratori si parla e si fa in un modo, e quando si è fuori dalla amministrazione si dice l'esatto contrario? Il dibattito sulla fusione dei comuni è certamente un dibattito serio e importante ma questi argomenti no, semplicemente sono falsi. Un argomento apparentemente fondato dei sostenitori del no sembra essere quello che sostiene che votando no, possiamo successivamente discutere con più calma e più attenzione sul progetto di fusione. Anche questo argomento è discutibile perché se il referendum non conferma il progetto di fusione quello che rimane in mano ai Comuni è quasi nulla, e certamente non ci sarà più spazio per discutere; infatti entro la fine di questo anno quasi tutti i servizi operativi importanti che prima svolgeva il Comune, andranno obbligatoriamente conferiti all'interno dell'unione dei 15 comuni e gestiti centralmente da Pontedera; nei nostri comuni rimarrebbero un sindaco, due assessori, sette consiglieri senza un reale potere e senza un bilancio da gestire. Il comune – conclude Macelloni - con servizi e il potere decisionale che abbiamo conosciuto negli anni non esiste più le leggi nazionali e regionali hanno infatti cambiato radicalmente la sua fisionomia. Il peso politico, autonomia decisionale, la capacità di organizzare servizi sul territorio, possiamo mantenerli solo facendo la fusione tra tre comuni e potendo disporre di un Comune di oltre 15.mila abitanti. Questa impostazione risponde a una visione strategica per il futuro dei nostri territori, sta qui l'interesse di chi è favorevole alla fusione, Belvedere compresa. Tutto ciò non risponde a piccoli interessi personali di chi vede nella fusione diminuire il proprio peso di piccolo politico di campagna”.


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Manovra, Zingaretti: «Ottimi segnali per equità»

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