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giovedì 12 dicembre 2019

Cronaca sabato 01 febbraio 2014 ore 18:11

​A Ponsacco l’Era rompe gli argini e le casse d’espansione a Fabbrica sono vuote

L'interno della cassa d'espansione, argine nord

Questo l’interrogativo che si pone Legambiente Valdera: “E' costata milioni, ma non ha ridotto la violenza della piena"



PECCIOLI — “Se la cassa non ha funzionato ieri, a cosa serve?”. Dopo l’alluvione che ha colpito più di una zona lungo il corso del fiume Era, il direttivo di Legambiente Valdera si interroga così sull’utilità delle casse d’espansione costruite nei pressi di Fabbrica, comprese fra i comuni di Peccioli e Lajatico.

“Ora l’acqua si sta ritirando da Camugliano, Ponsacco, Il Romito, ma non dimentichiamo che ha ceduto un argine dell’Era, si è rischiata l’esondazione dell’Arno e questa è una situazione estrema che non si verificava da anni”. Partendo da questi dati Legambiente si chiede come sia possibile che la cassa di espansione E4 in questione sia ieri mattina poco prima dell’alluvione che stamani, sabato 1 febbraio, appariva perfettamente asciutta. “È costata alla Provincia 3milioni e 550mila euro, potrebbe accumulare 1milione e 250mila metri cubi d’acqua su una superficie di 45 ettari – ha attaccato Legambiente – un volume enorme a monte delle zone abitate che, se invasato, avrebbe sicuramente ridotto la violenza della piena, il volume e la velocità delle acque”.

L’associazione si dice favorevole alle casse d’espansione, purché però siano realizzate dove sono necessarie. “Devono servire a evitare o mitigare l’effetto delle piene – dicono in una nota – e questo non sembra sia avvenuto per la cassa di Fabbrica di Peccioli, dove non è entrata neanche una goccia dell’acqua del fiume: ci sono minimi ristagni di acqua piovana e nulla più”. Secondo Legambiente poi, da quando è stata realizzata la cassa non ha mai ricevuto acqua, eppure, dicono, gli argini hanno già ceduto in più parti.

“Noi – concludono - ci chiediamo com’è possibile che i soldi dei cittadini vengano spesi così, senza poi evitare i danni idrogeologici che continuano a manifestarsi e chiediamo agli amministratori dei comuni danneggiati, che spendano due ore del loro tempo per andare a vedere questa meraviglia”.



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