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giovedì 20 giugno 2019

Attualità venerdì 10 giugno 2016 ore 18:52

Marco percorre 220 km. a piedi in sette giorni

Si può scommetere su se stessi? Certamente si, ce lo conferma il larigiano quarantenne che ce l'ha fatta: 220 km. a piedi ed in una sola settimana



CASCIANA TERME LARI — Marco Canneri, quarantenne, larigiano, laureato in economia e commercio e laureando in scienze politiche "Pubbliche amministrazioni e organizzazioni complesse", direttore dell’agenzia delle entrate di Borgo San Lorenzo in Mugello, scommette su se stesso e percorre a piedi, da solo, e in soli sette giorni, 220 chilometri.

“Giunto ai miei primi quaranta anni – dice Marco - ho avvertito l'esigenza di affrontare una esperienza diversa dalle mie abitudini. Sono sempre stato un pianificatore, non ho mai vissuto all'avventura, fuori dagli schemi consuetudinari... Questa esigenza si affiancava anche a quella di interrompere la routine quotidiana, lo stress lavorativo, la frenesia della vita moderna e di ritagliarmi tempo per stare con "me stesso" anche in solitudine, momenti in cui poter riflettere, in cui poter misurare le proprie capacità, la propria resistenza, ed il proprio grado di sopportazione.

Sono partito con un obbiettivo più modesto- continua Marco – quello di percorrere 115 km. da Sarria a Santiago, e con delle tappe giornaliere piuttosto “tranquille”. Ma dopo i primi due giorni – dice ancora Marco – mi sono accorto che potevo azzardare di più, il mio fisico me lo consentiva, lo scopo del viaggio era quello di uscire dagli schemi e di non seguire tappe precise e ostelli (albergues) prenotati, e così ho lasciato perdere la pianificazione e ho allungato le tappe con una da 41km e a seguire una da 27,5, giungendo a Santiago in 4 giorni anziche nei 5 previsti. E poi il tratto Santiago – Fisterra di 95 km in altre 3 tappe molto impegnative. Un totale di 7 gg di cammino per 210 km.”

Marco confessa di aver scelto Santiago perché questa città lo affascinava, come lo affascinava la strada per raggiungerla, dove la storia, le leggende e le avventure vissute, sono percepibili nell’intero percorso.

E’ un tratto della via Francigena, ma Marco l’ha percorsa senza aver chiesto la Credenziale del pellegrino alla Confraternita di San Jacopo di Compostella di Perugia che la fornisce gratuitamente ma alla quale ha poi fatto una libera offerta.

Durante il viaggio Marco ha incontrato tante persone, e gli piace ricordarne alcune:

Marcelo, un italo-brasiliano gestore di un albergues (ostello) con il quale ha consumato una spartana cena conviviale (da lui preparata) con gli altri suoi ospiti, un medico americano ed una sua amica americana il cui marito è originario dell'Italia ove torna ogni anno innamorata di Matera, un pellegrino di circa 70 anni anch'egli americano e che anche lui da solo stava affrontando il cammino per la sua terza volta nella vita, una coppia di due argentini uno di origine spagnola la cui moglie è riuscita a convincere il marito a seguirla in questa avventura, ed una giovane ragazza tedesca pediatra che anche lei stava affrontando questo percorso da sola anche per superare alcune difficoltà personali e riuscire ad affrontare meglio le difficoltà psicologiche cui il suo lavoro la sottopone.

“E inoltre – dice Marco – mi ricorderò sempre di alcuni anziani, che vedevo camminare a stento, quasi trascinando le gambe, o alzando i piedi con fatica, magari perché gonfi dalla stanchezza o pieni di piaghe, e di queste persone, di cui ammiravo profondamente la tenacia e lo spirito, mi domandavo come facessero e se mai sarebbero arrivati alla meta. Li superavo, arrivavo alla mia destinazione, mi riposavo e seduto a godermi un po' di sole e di meritato riposo dopo ore, quasi sul far della sera, con mia gioia e sorpresa, vedevo arrivare anche loro! E la mattina erano nuovamente pronti per una nuova sfida!”

Il percorso è affascinante ma non manca certo di difficoltà, primo tra tutti lo zaino dove ogni pellegrino deve radunare un minimo di cose indispensabili per il viaggio e che nessuno può esimersi dal caricarselo in spalla e poi la pioggia, il peso dello zaino, i miei piedi che talvolta si ribellano e diventano gonfi e con vesciche.

.Ma Marco, passo dopo passo, ce la fa ad arrivare a Fisterra sull'atlantico, dopo 210 km a piedi, e dove si concede una mezza giornata di relax sulla spiaggia.

“E li, inaspettato, inconsueto, senza un motivo apparente, - conclude Marco - mi sono scese copiose le lacrime. Per la gioia? Per la soddisfazione? Una sorta di sindrome di Stendhal anche se non riferita ad opere d'arte? Non ne ho idea! Certamente un segno evidente della bellezza e dell'importanza che per me ha rivestito questo viaggio”.

Di Santiago Marco ricorda il momento molto coinvolgente della celebrazione della messa del pellegrino, alle 12 esatte, al termine della quale il rito del cosiddetto “botafumeiro” l'incensiere più grande al mondo fatto oscillare lungo la navata sino alla sommità delle sue volte.

Marco è partito venerdì 20 maggio da Sarria-Portomarin e ha concluso il suo viaggio giovedì 27 maggio al faro di Fisterra, rientrando in Italia domenica 22 maggio, in aereo.

“E' il primo viaggio di questo tipo – conclude Marco – ma non sarà certamente l’ultimo”

Marcella Bitozzi
© Riproduzione riservata



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