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lunedì 17 dicembre 2018

Cronaca venerdì 16 novembre 2018 ore 19:00

Delitto Marchesano, l'assassino ha confessato

Giueseppe Marchesano, ucciso a colpi di pistola nella sua abitazione a Castel del Bosco

Danny Scotto, 27 anni di Chiesina Uzzanese, ha ammesso di aver ucciso con la sua pistola l'amico Giuseppe Marchesano, a Castel del Bosco



PISA — La confessione è arrivata oggi, durante l'interrogatorio di garanzia di fronte al gip Pietro Murano durato 4 ore. Danny Scotto, unico fermato per il delitto di Giuseppe Marchesano, ha ammesso di aver ucciso l'amico scaricandogli addosso i colpi della sua pistola, venerdì sera nella casa di Marchesano a Castel del Bosco, nel comune di Montopoli in Val d'Arno.

Incontrando i giornalisti il procuratore capo di Pisa, Alessandro Crini, pur non volendo entrare nel merito delle dichiarazioni rese da Scotto, ha parlato di "una persona sola e solitaria" che "si era portata dietro l'arma per mostrarla all'amico". Poi ci sarebbe stato "un diverbio che ha portato all'esplosione dei colpi, prima bassi e poi alla testa". Scotto, dopo aver sparato i primi colpi, avrebbe ricaricato la sua pistola almeno una volta. Dettagli, questi, che potranno essere confermati dagli esiti dell'autopsia e dagli esami balistici, così come nei futuri interrogatori.

Sul possibile movente, il procuratore Crimi non ha rivelato dettagli. Quel che appare chiaro è che Danny Scotto, 27 anni come la sua vittima, conosciutisi sui banchi di scuola a Pescia, stesse cercando da Giuseppe Marchesano attenzione e considerazione, proprio quel venerdì in cui Danny festeggiava il compleanno. I due, prima di quel tragico venerdì, si sarebbero visti due volte soltanto nel corso dell'anno, una prima a marzo e un'altra a ottobre.

Scotto sarebbe andato a trovare l'amico senza preavviso e non con l'intento di uccidere (la premeditazione, al momento, non gli è stata contestata). "La dinamica è quella di un'aggressione lucida - ha però specificato Crini - ma il contesto è assai confuso. Ci sarà tempo e modo per chiarire tutti gli aspetti". La decisione di chiedere il fermo di Scotto, ha rivelato il procuratore pisano, era scaturita dal fatto che aveva con sé sia delle armi sia il passaporto. In passato, è stato accertato, Scotto si era recato anche in Francia con l'intento, poi fallito, di arruolarsi nella Legione straniera.

Il gip non ha convalidato il fermo - per questioni procedurali - ma ha accolto la richiesta della custodia cautelare in carcere richiesta dal pubblico ministero.

"Abbiamo scelto di agire celermente - ha commentato Crini - e alla fine si è rivelata la scelta giusta. La procura, attraverso il dottor Restuccia titolare dell'indagine, ed i carabinieri hanno svolto un ottimo lavoro e vorrei sottolinearlo. Non era escluso che potessero verificarsi altri fatti gravi e abbiamo deciso per il fermo e per la perquisizioni senza attendere ulteriori riscontri, come ad esempio quello dell'automobile dello Scotto, arrivato dopo".

Il caso, dunque, è sostanzialmente chiuso, anche se molti aspetti sono ancora da chiarire e da approfondire.

Guido Bini
© Riproduzione riservata



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