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Attualità sabato 06 febbraio 2016 ore 15:25

Un anno speciale per lo sviluppo dei popoli

Un pensiero di Andrea Pio Cristiani, fondatore Movimento Shalom. "È l’ora dei cittadini globali: sobri, pronti a condividere, onesti e solidali"



SAN MINIATO — Quest’anno è stato proclamato dall’Unione Europea l’anno per lo sviluppo dei popoli. Lo scopo è di promuovere fra i cittadini europei la conoscenza delle attività di cooperazione e la consapevolezza che ogni singolo individuo può contribuire ai processi di giustizia a livello globale. 

Ecco un pensiero di don Andrea Cristiani, fondatore del Movimento Shalom.

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha definito la road map per uno sviluppo integrato, sostenibile e universale. Proprio ciò che noi Shalom proponiamo e attuiamo con la pochezza delle nostre forze da oltre quarant’anni.

Pace, sicurezza e stabilità a livello mondiale non sono concepibili senza sviluppo. Cancellare la povertà, combattere la fame, garantire il diritto alla salute, offrire educazione scolastica per tutti, sono gli ambiti del nostro instancabile impegno, senza arresto, anche di fronte alla cultura della paura e della violenza propugnate dal terrorismo in tutte le sue abiette forme.

Paesi sviluppati e Paesi in via di sviluppo sono chiamati a raggiungere insieme gli stessi obiettivi. Purtroppo per i governanti corrotti anche la povertà può essere una opportunità di profitto. Recepiscono i fondi della comunità internazionali e dalle banche sovrannazionali utilizzandoli per meglio armare i loro eserciti, per opprimere ancora di più i loro popoli e per arricchirsi senza misura. Sono persuaso che fintanto che non impianteremo “una filiera corta per la cooperazione” vale a dire cittadini dei paesi evoluti attraverso le organizzazioni civili e religiose, libere dalle pastoie burocratiche e politiche, che elaborano progetti insieme alle popolazioni povere seguendo le loro necessità e i loro tempi.

Dopo molti anni di politichese bla, bla, bla, e di proclami umanitari continuiamo a fare la conta degli affamati che sono ancora oggi 795 milioni e di questi 160 milioni sono bambini. C’è una letteratura impressionante della cooperazione fatta direttamente dalle strutture amministrative statali che ha come risultato ladrocini e fallimenti. Ne sappiamo qualcosa! I numeri parlano!

Non avremo un futuro sicuro se non sosteniamo urgentemente, lo sviluppo dei paesi più poveri, cresceranno tensioni, difficoltà, guerre e fenomeni migratori incontrollabili. Tutto è sotto i nostri occhi.

L’Italia intende aumentare significativamente le risorse alle attività di cooperazione internazionale adeguandosi ai partner del GT, meno male, i governanti hanno capito che aiutare i paesi più poveri a svilupparsi serve anche a garantire la nostra prosperità e la nostra sicurezza. Per evitare sciacallaggi e intromissioni di matrice mafiosa, chi approva i progetti, controlli le spese di gestione dell’ente e verifichi la realizzazione e l’utilità delle opere. Ogni soggetto cooperante renda pubblici e trasparenti i propri bilanci. È l’ora dei cittadini globali: sobri, pronti a condividere, premurosi per l’ambiente, onesti e solidali.

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