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martedì 27 ottobre 2020

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Dimmi dove andrai in vacanza e ti dirò chi sei!

di - martedì 18 agosto 2020 ore 22:46

Il titolo vuole essere un po’ una provocazione, un po’ un ricordo di altri tempi. Mia mamma, quando ero piccola, ogni tanto, in estate, comprava “Confidenze” e, a fine rivista, c’erano test con titoli simili a questo. Mi divertivo un mucchio a farli, fingendo di essere adulta! Chissà, forse, guardando bene, si poteva già intuire la mia passione per le Psico-Cose!!!

Ovviamente quei test di psicologico avevano ben poco, l’ho capito presto! Ma erano divertenti passatempo in periodi di vacanze!

Pensando alle vacanze, quest’anno ho scelto di rimanere in zona. In Toscana, ho pensato, abbiamo tutto, o quasi. Ci sono borghi medievali, colline, castelli, resort, villaggi vacanza, piscine a picco su panorami mozzafiato, ville immerse nel verde, città nelle quali immergersi, musei, cantine, prodotti tipici...

Ce ne sono per tutti i gusti!

Ma alla fine, che cosa ci spinge a scegliere un luogo piuttosto che un altro?

Un recente studio dell’Univeristà di Psicologia di Padova, ha indagato le correlazioni tra i diversi tipi di personalità e la scelta delle mete turistiche. Dalla letteratura in materia, emerge che sono molti gli aspetti che devono essere presi in considerazione prima di decidere dove andare in ferie. Sicuramente uno dei principali riguarda la motivazione.

Nel corso del nostro ciclo di vita, ci troviamo a cambiare, talvolta anche radicalmente, il motivo per cui andiamo in vacanza. Se da giovani adulti l’idea è quella di conoscere nuovi luoghi e condividerli con i coetanei, magari sperando anche di conoscere nuove persone e di socializzare, a mano a mano che si cresce (forse dovrei dire si invecchia?!), queste esigenze cambiano. Allora ci troviamo spinti sempre dalla voglia di conoscere qualcosa di nuovo ma anche dal bisogno di sentirci cullati e protetti in una dimensione nella quale poterci rilassare, poter staccare dalla routine di tutti i giorni.

Ricordo che ogni anno, alle elementari, al rientro dalle vacanze, la maestra Maurizia (mia insegnante di storia e geografia) ci faceva disegnare un grafico a colonne: mare, montagna, lago, città e ognuno di noi doveva dire dove era stato in ferie. Andavamo quasi tutti al mare allora. Se dovessimo completare quello stesso grafico oggi, ormai adulti, invece, i risultati sarebbero diversi, ne sono certa.

A prescindere da dove si decida di passarle, le ferie estive hanno un ruolo importante per il nostro benessere psicologico. Servono, infatti, a staccare dalla vita e dai ritmi di ogni giorno, e, così, facilitano l’attivazione del pensiero creativo e la capacità di problem-solving. Non concedersele anche quando ci sono le condizioni, ci espone ad un maggiore rischio di stress al momento del rientro. Ovviamente, per avere l’effetto ristoratore, e’ necessario non avere aspettative irreali rispetto alla vacanza stessa, e non concentrare solo in questo periodo la possibilità di avere momenti di svago per la nostra mente. Disseminate in qua e in là nel vostro anno degli spazi, anche piccoli, nei quali rifugiarvi per staccare la spina dalla quotidianità, per respirare a pieni polmoni e ricentrarvi.

Vi sarà utilissimo!

Buone vacanze!


 
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