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Attualità mercoledì 04 settembre 2013 ore 16:20

“Ecco perché non pago i 17 euro a Acque spa”



Lettera aperta di una cittadina che ha deciso di aderire alla Campagna di Obbedienza civile, scalando dalla bolletta dell’acqua la componente della “remunerazione del capitale investito”

Pontedera – Una questione di principio, ma anche di rispetto del volere degli elettori, che nel 2011 hanno votati sì ai referendum sui servizi idrici per sostenere l'acqua come bene comune. Non ci sta Carola Cimmino, una cittadina di Pontedera, utente di Acque spa, che al secondo sollecito di pagamento ricevuto dall’azienda ha deciso di scrivere una lettera nella quale vengono spiegate le ragioni della sua morosità. “Appartengo al Forum Acqua Valdera, uno dei tanti comitati sorti per sostenere l'acqua come Bene Comune – scrive la cittadina – insieme a molti utenti, ho quindi aderito alla Campagna di Obbedienza civile, il cui fine è quello di passare da una posizione passiva di cittadino, che subisce le angherie a cui la burocrazia prepotente in Italia ci ha assuefatti, alla intenzionalità di vedere applicate le sentenze che nel tempo si sono succedute, come quella della Corte Costituzionale per la validazione del referendum e del Tar della Toscana che ha dichiarato illegittime le tariffe dell' exATO2”. E continua: “Cosa ancora più grave è che insieme al sollecito di pagamento, ho ricevuto anche la minaccia di sospensione del servizio idrico, un bene pubblico e un servizio essenziale, causa pochi spiccioli non versati. Ricordo che i Comitati dell' ex Ato2 – continua Cimmino - si avvalgono della consulenza di un legale che, di fronte ad una minaccia di sospensione del servizio per chi aderisce alla campagna di obbedienza civile, invia prontamente la diffida alla società”. La lettera continua poi con precisazioni, nomi e cognomi, promesse a cui evidentemente non è stato dato seguito. “Mi preme sottolineare – conclude la cittadina, rivolgendosi direttamente alla dirigenza di Acque spa - che la mia necessità nello scrivere questa lettera è quella di ribadire solo la mia posizione, ossia che l'utente non può più essere considerato un'entità, non mi azzardo a dire una persona, da sottomettere a logiche di potere molto complicate”.


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