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Lavoro martedì 14 maggio 2013 ore 12:25

Fiom all’attacco: in Piaggio aumentano rischi e malattie



Il sindacato denuncia le condizioni della sicurezza sul lavoro nell’azienda in occasione di un dibattito organizzato al Museo Piaggio



PONTEDERA – “La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme e applicazioni”, recita l’articolo 35 della Costituzione Italiana. “L’iniziativa economica privata non può svolgersi in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”, si legge nel 41esimo. Parole quelle della Carta che dovrebbero essere seguite alla lettera, ma che al contrario vengono troppo spesso disattese da imprenditori, ditte, industrie. I lavoratori Piaggio della Fiom la sera di lunedì 13 maggio erano di fronte al Museo della Fondazione dell’azienda pontederese proprio per denunciare queste disattenzioni dei principi costituzionali. In occasione di un dibattito incentrato sulla sicurezza sul lavoro, curato dall’associazione Strada Facendo, gli operai erano lì davanti a distribuire volantini che titolavano “Quale sicurezza?”. “Quale sicurezza – ha dichiarato la responsabile d’ambito per Fiom Antonella Bellagamba alla fine del dibattito – se negli ultimi 15 anni in Piaggio i ritmi di lavoro sono aumentati di oltre il 30% e le pause sulle catene di montaggio sono state ridotte? Quale sicurezza se gli infortuni e le malattie professionali collegate ai movimenti ripetitivi degli arti sono cresciuti esponenzialmente?”. Dopo la rappresentazione di una pièce teatrale curata da Viviteatro intitolata Impiego Sicuro Cercasi che ha raccontato e denunciato alcune morti bianche di lavoratori italiani, al dibattito sono intervenuti molti esperti del settore, fra cui Maria Lemmi, responsabile della medicina del lavoro all’Asl 5 di Pisa, un tempo a Pontedera. “Siamo qui a discutere di sicurezza sul lavoro – ha continuato Bellagamba – accanto a un’azienda pluripremiata per la buona prassi in tema di salute e sicurezza, ma che invece si dimostra quotidianamente ostile nei confronti dei lavoratori che chiedono di ridurre le condizioni di rischio. Cosa dice al riguardo la dottoressa Lemmi?”. Una sottile provocazione alla quale la responsabile Asl non ha dato molto spago, ma ha comunque replicato: “Conosco bene l’operato dell’azienda pontederese e non voglio aggiungere nient’altro a quello che già è stato detto”.


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