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giovedì 15 novembre 2018

Cronaca sabato 16 marzo 2013 ore 13:05

Fipili, il Tribunale ribadisce il limite di velocità a 90 chilometri orari



La superstrada è da considerare extraurbana “secondaria” e non principale
VALDERA - Sulla Fipili non si può superare il limite di 90 chilometri orari. Direte voi è cosa nota, ma non è così per tutti. Il tribunale di Pisa infatti è dovuto tornare a pronunciarsi sul ricorso di un cittadino contro la Provincia, il gestore del tracciato, in merito a una multa scattata per aver superato il limite di 90 chilometri orari. Il cittadino al momento del controllo procedeva sulla Fipili alla velocità di 108 chilometri orari. Una parola chiara quindi in merito alla questione della legittimità dell’attuale limite di velocità sulla superstrada Firenze-Pisa-Livorno. "Il limite vigente - si legge nella sentenza - è pertinente e adeguato alle caratteristiche della strada. Non sono fondate le ipotesi che vorrebbero portare il limite di velocità a 110 chilometri orari". Questo pronunciamento, chiude una vicenda iniziata nel 2009, quando l'automobilista multato aveva presentato ricorso al Giudice di Pace di Pisa, che aveva accolto le richieste del cittadino. Il giudice aveva affermato che la Fipili è qualificabile, date le sue connotazioni strutturali, come strada extraurbana principale, categoria per la quale i limiti possono essere portati fino ai 110 orari. La Provincia aveva deciso di resiste in giudizio, ricorrendo al tribunale e difendendo il limite dei 90 e rimarcando che la Fipili è una strada extraurbana secondaria. Alla fine il giudice del tribunale pisano, nel secondo processo ha respinto le richieste dell'automobilista e ribaltato la sentenza del giudice di pace, spiegando: “Poiché la Fipili non possiede alcune delle caratteristiche minime previste per una strada extraurbana principale, essa è da considerarsi extraurbana secondaria, fino a eventuale diverso provvedimento di classifica da parte della Regione Toscana". L'automobilista ora dovrà sostenere le spese processuali del primo e del secondo giudizio e pagare la sanzione per l'infrazione al codice della strada. Una sentenza che trattandosi di un infrazione al codice della strada, ha quasi un valore legiferativo ribadendo il limite dei 90 chilometri orari. La decisione del giudice pisano infatti in eventuali altri ricorsi non potrà essere ignorata, l'unico grado di giudizio che potrà intervenire per modificare sentenza e motivazioni sarà la corte di Cassazione.


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