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venerdì 13 dicembre 2019

Attualità venerdì 17 ottobre 2014 ore 15:54

"Geofor non mescola i rifiuti"

Marconcini, replica agli attacchi dei cittadini su Facebook: "La questione è già in mano agli avvocati"



PONTEDERA — Geofor non mescola i rifiuti riciclabili con quelli indifferenziati”. Lo ribadisce il presidente dell'azienda partecipata che si occupa della raccolta dell'immondizia e dello smaltimento nel comune di Pontedera. Una presa di posizione che scaturisce dalle dichiarazioni rilasciate su Facebook da alcuni cittadini che sostengono di avere visto i camion dell'azienda mescolare i rifiuti durante la raccolta. “Dicerie inaccettabili” per Paolo Marconcini che ora ha già messo la questione in mano ai legali di Geofor.

“In questi giorni – spiega il presidente di Geofor - abbiamo visto su Facebook conversazioni e dichiarazioni di cittadini che sostengono di aver visto mescolare nei camion di Geofor i rifiuti differenziati e indifferenziati e questo ha dato luogo ad un 'salotto' e a un florilegio di commenti ingiuriosi e irriguardosi contro l'azienda di servizi e di discredito e sfiducia contro le stesse istituzioni pubbliche. Si fa riferimento in particolare a un episodio, un posto e un preciso momento: la postazione di cassonetti davanti alla farmacia comunale di Fuori del Ponte a Pontedera dove, lunedì 6 ottobre alle 11,30, la carta, secondo la testimonianza di un cittadino che si firma, sarebbe stata mescolata insieme agli altri rifiuti”.

“Non ci sono foto. A me pare impossibile – prosegue Marconcini - che questo sia avvenuto e proverò a spiegare perché. Prima però voglio dire ben chiara una cosa a nome mio, dell'amministratore delegato dell'azienda: Geofor si sta impegnando al massimo per conseguire più alte percentuale di raccolta differenziata e questa è la direttiva del lavoro di tutti noi. Differenziare ha un costo, ma, oltre a essere una misura di rispetto ambientale, rappresenta una convenienza: contiene aumenti che sarebbero ancora maggiori. Infatti anche lo smaltimento di rifiuti indifferenziati costa tanto e costerà sempre di più: con l'ordinanza regionale applicativa della circolare, Orlando i rifiuti indifferenziati non possono più andare 'tal quali' in discarica e devono essere sottoposti a un costoso trattamento di selezione e biostabilizzazione. Dunque Geofor differenzia: questa è la nostra direzione per tutti, dipendenti o aziende in subappalto. Coloro che si comportassero diversamente, andrebbero contro le disposizioni severe impartite dall'azienda e ne pagherebbero le conseguenze. Potrebbe solo trattarsi di negligenza, perché non ci sarebbe nessun interesse a contravvenire a tali disposizioni, ma mi pare onestamente difficile che ciò possa essere avvenuto”.

Venendo ai fatti, “l'autista del giro di raccolta in questione, quello dell'indifferenziato, da noi interrogato, ha negato con rabbia e fermezza ogni addebito. È un dipendente dei più seri ed esperti. Nella postazione indicata ci sono, nell'ordine e procedendo sulla destra verso l'incrocio, due cassonetti bianchi mobili della carta, addossati alla siepe e, invece, in linea con il marciapiede un cassonetto marrone piccolo fisso dell'organico e tre grigio-verdi fissi, più grandi dell'indifferenziato. Più indietro, al centro della piazzola, ci sono le due campane azzurre del multimateriale il cui svuotamento è da noi affidato a Revet. Il servizio è organizzato da Geofor con giri separati: quello della carta, quello dell'organico e quello dell'indifferenziato. Il camion che carica i cassonetti dell'indifferenziato ha il caricamento laterale, affianca il cassonetto in linea con il marciapiede e lo inforca. Può caricare anche l'organico, ma solo riducendo con un comando la larghezza dei bracci dell'elevatore. I giri però sono diversi e quindi che interesse avrebbe l'operatore a fare il lavoro di un altro?”.

Tra l'altro, spiega ancora Marconcini, “gli autisti dei camion a caricamento laterale hanno un livello contrattuale per cui sono adibiti alla guida del mezzo senza scendere dalla cabina”, cosa necessaria per fare l'operazione in questione.

Inoltre, “la carta la vendiamo al Comieco, - continua Marconcini - il consorzio del Conai che ricicla carta e cartoni e la vendiamo anche direttamente ad aziende che operano nel mercato conseguendo un ricavo, sia pur commisurato. Il Comieco per questo assegna al Comune un contributo, riportato annualmente a bilancio. Perché mai, allora, dovremmo essere così autolesionisti da sottoporci al costo dello smaltimento indifferenziato invece di conseguire un ricavo dalla vendita della carta?”

In attesa di chiarimenti, Geofor e Marconcini ricordano: “non accettiamo insinuazioni o maldicenze di sorta che fossero politicamente o strumentalmente indirizzate al solo scopo di gettare discredito e intanto abbiamo mandato tutta la conversazione al nostro avvocato che ci dirà se ci sono gli estremi per la calunnia o la diffamazione”.



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