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Imprese & Professioni lunedì 23 novembre 2020 ore 13:45

​Gioco d’azzardo in Toscana: il questionario della Provincia di Pisa

Il gioco d’azzardo ha sempre rappresentato un aspetto controverso in tutta la Regione Toscana, con alcune tra le più alte statistiche di tutta Italia



TOSCANA — Non si tratta di un fenomeno che si è limitato a coinvolgere esclusivamente le sale giochi e i centri di scommesse sportive “fisici”: con l’introduzione di piattaforme ludiche in rete l’espansione è stata anche virtuale e sono nate nuove ricerche su Google come “casino italia online” o come “casino italiani” il che testimonia ulteriormente il successo del gioco online.

La possibilità di giocare d’azzardo in rete si è rivelata per molti una valida alternativa alla sospensione delle attività di casino, centri scommesse e sale giochi volute dall’ultimo Dpcm del 26 Ottobre 2020. Tutti i giocatori che erano soliti spendere i propri soldi in questo tipo di attività, dunque, si sono visti costretti a rivolgersi alle realtà online che da anni hanno iniziato a proporre i loro servizi in digitale.

In questo modo si rende ancora più complesso monitorare la situazione del gioco d’azzardo e in particolar modo la propria deriva patologica, punto estremamente sensibile per la Regione Toscana, classificatasi 6° nelle statistiche ISTAT per raccolta pro-capite, con circa 1535€ per persona.

Si tratta di un risultato che ha allarmato la Regione dato che si posizione ben al di sopra della media nazionale di 1.463€.

Provincia di Pisa: pronto il questionario a domicilio

È in quest’ottica e per studiare più approfonditamente il fenomeno del gioco d’azzardo che la Provincia di Pisa, insieme alla Azienda USL Toscana nord ovest e la Società della Salute, ha aperto un progetto di studio che prevede la diretta partecipazione dei cittadini di età compresa tra i 17 e 74 anni.

Il questionario, di colore arancione, può essere recapitato direttamente a casa di tutti i richiedenti che desiderano aiutare la raccolta dati.
«Non importa che chi compila il questionario sia un giocatore d’azzardo o meno - sottolinea Sabrina Molinaro, responsabile scientifica dello studio - il successo della ricerca dipende dall’ampiezza della partecipazione».

Questo nuovo studio, infatti, punta non solo a monitorare i nuovi numeri del gioco d’azzardo a dispetto della chiusura dei centri scommesse e delle sale giochi, ma anche e soprattutto comprendere gli effetti sulle persone e le opinioni dei cittadini in merito.

A rendere necessario questo tipo di indagine sulla popolazione sono i provvedimenti previsti Piano regionale 2017-2018 di contrasto al gioco d'azzardo patologico della Regione Toscana, il cui scopo è quello di approfondire la conoscenza del fenomeno al fine di elaborare valide strategie di contenimento e di lotta.

Con la diffusione delle piattaforme online per il gioco d’azzardo, infatti, non è più sufficiente rendere più severi i controlli e i provvedimenti sugli esercizi fisici.

Gioco d’azzardo: un fenomeno preoccupante?

I dati sul gioco d’azzardo sono stati sempre oggetto di particolare attenzione non solo a livello regionale. Le statistiche pubblicate dall’ISTAT relativamente al 2019, infatti, hanno messo in evidenza come, a fronte di una progressiva riduzione degli apparecchi AWP (le famose slot machines) e VLT (video lottery), i numeri relativi alle raccolte del gioco d’azzardo non si sono affatto abbassate.

A livello nazionale, infatti, le raccolte annue sono aumentate del +25,3% negli ultimi 5 anni. A destare particolare preoccupazione, inoltre, è la raccolta annua derivante dal gioco online che, dal 2015 al 2019 ha registrato una flessione del +70% passando da 21,33 miliardi di euro a oltre 36,4 nel 2019.

Si comprende, dunque, per quale motivo la Provincia di Pisa abbia promosso uno studio più approfondito sul gioco d’azzardo anche in un periodo in cui, stando ai Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, le sale gioco restano chiuse.

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