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venerdì 24 gennaio 2020

Lavoro domenica 29 giugno 2014 ore 14:57

I Cobas contro l'Unione Valdera

Il sindacato autonomo chiede un confronto con l'Unione Valdera sulle tematiche più importanti come abitazione, lavoro, sicurezza, risparmio



PONTEDERA — Dopo le elezioni amministrative con cui sono stati rinnovati gran parte dei consigli comunali della Valdera sono in via di rinnovo anche gli organi politici dell’ Unione. Sulla questione i Cobas intervengono puntualizzando quali sono i loro obiettivi e manifestando varie perplessità sull'Unione.

Il sindacato autonomo infatti è particolarmente critico su alcuni aspetti dell'Unione Valdera e propone una scaletta di confronto per puntualizzare alcuni obiettivi da perseguire ponendo alcuni quesiti agli organi politici dell'ente sovracomunale.

“Proponiamo – esordiscono i Cobas - un percorso comune ponendo alcune argomentazioni legate ad alcuni dei conflitti sociali e del lavoro in atto sul territorio. In particolare chiediamo come interveniamo sui bandi quali l'emergenza abitativa, gli aiuti a sostegno delle famiglie colpite dalla crisi, il servizio scuolabus e l'assistenza specialistica? Come è possibile incidere sulla qualità dei servizi assicurando condizioni di lavoro dignitose per chi opererà in appalto all'interno dell’Unione Valdera? - e ancora - Esiste la comune volontà delle rappresentanze politiche di costruire una carta di intenti e un tavolo permanente di verifica delle decisioni assunte per scongiurare che attraverso l’ Unione si determinino appalti al ribasso, la riduzione delle ore di lavoro e del salario, la contrazione dei costi a discapito della qualità del servizio e della sicurezza. Inoltre – continuano i Cobas – è necessario fare chiarezza sui modi di gestione dei servizi anche in ordine al tentativo di sostituire il servizio pubblico, con le organizzazioni sociali e del terzo settore per alcuni attività operative”.

Poi dal sindacato autonomo dei Cobas spiegano il loro punto di vista sulle Unioni dei comuni e sulle fusioni e dicono: “Il nostro giudizio è negativo sulle Unioni dei comuni e lo riconfermiamo, perché è cosa risaputa che tra gli intenti del Governo ci sia la cancellazione dei comuni sotto una certa soglia di abitanti e il loro accorpamento in Unioni, come si evince bene anche dai processi di fusione e dagli incentivi regionali a favore di queste soluzioni. Noi – dicono gli esponenti sindacali - crediamo che avversare questa dinamica imposta dal neocentralismo governativo, che cancella di fatto le autonomie locali espressioni di istituzioni elette, comporti anche un'azione politica dal basso attraverso una forte opposizione alle politiche gestionali che le Unioni mettono in atto e che spesso hanno favorito solo processi striscianti e progressivi di privatizzazione di pubblici servizi. La dimostrazione dell’inutilità e del pericolo dei modelli di gestione dei servizi che l’ Unione Valdera ha contribuito a estendere, non può essere solo enunciata o praticata occasionalmente con i sistemi farsa del sindacato confederale, ma deve essere portata avanti attraverso un’azione sinergica di opposizione politica interna effettuata fuori e dentro gli organi dell’Unione”.

“Ecco perché – concludono i sindacalisti - come sindacato di base siamo impegnati e interessati a creare spazi di confronto insieme alle rappresentanze politiche, a partire dalle liste di alternativa e di movimento presenti nell’Unione della Valdera, che sono disponibili “a squarciare e rendere trasparenti” i meccanismi e i processi di gestione dei servizi accentrati negli anni all’ interno dell’ unione, ma anche la reale capacità di rispondere ai bisogni salvaguardando i diritti di cittadini e lavoratori”.



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