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Attualità lunedì 08 aprile 2013 ore 19:30

118 cambia tutto. Pronto il nuovo modello di soccorso



Tre tipi di ambulanza con diverso personale a seconda della gravità registrata dall'operatore del 118


VALDERA - Razionalizzare per offrire il miglior servizio con il minor costo. E' questa la logica che sta alla base dei cambiamenti che il 118 di Pontedera e di tutta la Asl 5 si appresta ad affrontare, appena la burocrazia lo permetterà, questione di mesi, una riorganizzazione che, come spiega il direttore dell'unità operativa 118 di Pisa e di Pontedera, Paolo Tognarelli (nella prima foto), anticipa e nasce in modo distinto dalla riforma della sanità che l'assessore regionale Luigi Marroni sta per calare, secondo alcuni come una mannaia, sulle strutture toscane. A garantire che a Pisa le cosa andranno bene è il direttore dell'unità operativa 118 della Asl 5, Tognarelli.
Direttore, il 118 di Pontedera e quindi di tutta la Asl 5 si sta preparando a presentare una riorganizzazione di tutta quella parte della sanità che riguarda il soccorso, quella che in gergo sanitario chiamate emergenza-urgenza. Come avete riprogettato questo servizio, percepito come vitale dai cittadini?
Al momento noi abbiamo un 118 e un sistema di emergenza efficiente, che attraverso una rete ben strutturata riesce a garantire buoni standard, ma vi sono delle risorse che possono essere ottimizzate. L'idea è quella che appena la burocrazia ce lo permetterà creeremo tre tipologie di unità di soccorso. L'ambulanza con i soccorritori che hanno seguito un corso avanzato, l'ambulanza con a bordo un infermiere e poi l'automedica, ovviamente con il medico a bordo. In altre parole avremo tre diversi strumenti per rispondere alle chiamate di urgenza che arrivano dal territorio e sulla base della reale situazione attiveremo un servizio o l'altro. Gli interventi meno gravi potranno essere gestiti dai soccorritori avanzati, quella di media entità, ma che non hanno bisogno di un medico, verranno lasciate all'ambulanza con a bordo l'infermiere e infine sulle situazioni più gravi verrà inviato un medico con un infermiere. Questo per razionalizzare, visto che spesso le ambulanze con il medico, che costano circa 500mila euro l'anno, non servono. Soprattutto però lo scopo è quello di avere per ogni situazione una risposta appropriata. Questa riorganizzazione è stata studiata su base statistica e non c'è da meravigliarsi, visto che solo il 3 % degli interventi necessitano di un medico.
Insomma si razionalizza e allo stesso tempo si fa economia, gli infermieri costano meno dei medici. In questo modo non c'è il rischio di abbassare il livello della risposta che la sanità attualmente offre in caso di urgenza?
No, anzi in questo modo possiamo garantire servizi appropriati, lasciando libere le risorse più strategiche come ad esempio l'ambulanza con il medico per le situazioni più gravi e inoltre questo significa che se gli infermieri arrivati in loco si rendono conto che serve il medico possono sempre richiedere il suo intervento. Così alla fine potremo andare a impiegare, se necessario più personale di quello che non si utilizza ora su un singolo caso”.
Il medico a bordo dell'ambulanza o dell'automedica però è sempre stato percepito dal cittadino come una certezza di avere la migliore risposta in qualunque situazione. Ora non si rischia di creare incertezza tra gli utenti?
I cittadini devono capire che in questo modo a loro non viene tolto niente, ma anzi si liberano risorse per le situazioni più gravi. Se una persona ha bisogno solo di un'iniezione o poco più, perché devo mandare un medico a fare un lavoro per il quale è stato formato un infermiere?
Tutto questo è determinato alla riforma della sanità dell'assessore Marroni?
No, nel modo più assoluto. Noi avevamo già pensato a questa riorganizzazione in tempi non sospetti. Anzi le dirò di più, sul 118 la riforma della sanità toscana inciderà minimamente. Gli unici cambiamenti riguarderanno le centrali operative, che in Toscana dovranno rimanere probabilmente tre, una per ogni area vasta, ma sul territorio rimarranno tutti i presidi avanzati e le ambulanze, che in Toscana è noto sono gestite dalle associazioni di volontariato ben radicate sul territorio.
Al momento quante ambulanze avete sulla Valdera e in provincia di Pisa?
In Valdera abbiamo due automediche e un'ambulanza e appena entrerà in funzione la riorganizzazione che abbiamo studiato, avremo anche un'ambulanza al distretto sanitario de La Rosa con medico e infermiere. Poi le ambulanze sono presenti anche a Peccioli, a Lari e Casciana Terme. Poi vi sono tutte le altre della provincia: a Castelnuovo Valdicecina e Volterra e inoltre ci sono i punti di emergenza territoriale di Pisa e della Costa. Insomma noi una parte della riorganizzazione, come vede, l'abbiamo già fatta a cominciare dal 2009, quindi non credo che cambierà molto per il 118 con la razionalizzazione della Regione. Le nostre ambulanze in molti casi sono dotate di defibrillatoli a bordo, quella che in gergo chiamiamo “Blsd” e il personale, anche se sono soccorritori, ha seguito dei corsi avanzati per l'utilizzo del defibrillatole che possono usare anche se non c'è il medico.
Insomma la riorganizzazione di Marroni non vi cambierà molto, ma potrebbe darsi che la centrale del 118 da Pontedera e da Pisa sparisca?
La riorganizzazione prevede che ne nasca una per ogni area vasta. La nostra area vasta comprende le Asl di Massa, Versilia, Lucca, Isole, Pisa e Livorno. La Asl 5, quella pisana la momento gestisce oltre 41mila interventi di emergenza-urgenza, ogni anno su una popolazione di oltre 330mila persone. Capirà che ovunque venga collocata la centrale le 118 le distanze tra l'operatore al telefono e il luogo di intervento aumenteranno, ma questo a mio avviso non sarà un problema, perché sul territorio rimarranno tutti i presidi delle associazioni di volontariato che fanno soccorso. Insomma la rete del 118 non ne risentirà, anche perché sul territorio ci sono i volontari e sono loro che garantiscono l'intervento secondo il modello di emergenza-urgenza adottato dalla Regione Toscana. Quindi semplicemente l'operatore che passa la chiamata sarà un po' più distante, ma questo non comporterà cambiamenti per chi opera sul territorio.


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