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martedì 10 dicembre 2019

Attualità martedì 04 agosto 2015 ore 16:30

La lettera degli operatori, risponde Capecchi

Museo civico: tre lavoratori da 4mesi senza rimborso. Il sindaco: "Pagheremo, la struttura estende l'orario". A lavoro volontari in servizio civile



MONTOPOLI VAL D'ARNO — Giulia Calamai, Francesco Sartini e Maria Pia Tacelli sono operatori museali che hanno lavorato, tra gli altri, al Museo civico di Palazzo Guicciardini di Montopoli.

Ad aprile c'è stato un cambio nel soggetto che gestiva il museo: dall'associazione Arci Biscondola alla Pro loco locale.

La Pro loco promette che ci sarà solo una riduzione di orario, con l'importo orario del rimborso immutato (otto euro orarie): promesse poi ritirate e quattro mesi senza rimborsi.

Di seguito pubblichiamo:

  1. la lettera integrale che Giulia Calamai ci ha inviato ieri
  2. la risposta completa del sindaco di Montopoli Val D'arno Giovanni Capecchi che spiega che: “Grazie al nuovo accordo con la Pro loco spenderemo meno e avremo il museo aperto in un orario più vasto d'apertura (grazie al fatto che ad aprire saranno giovani in servizio civile, ndr)”. Per quanto riguarda invece le spettanze arretrate dei tre operatori museali garantisce che: “Verranno liquidate al più presto, senza problemi”. Capecchi aggiunge poi che i tre operatori museali: “Gli operatori museali continueranno a lavorare, anche se a orario ridotto”.
  3. Una spiegazione di Giulia Calamai su cos'è e quale attività svolge il Museo civico di Montopoli

1 - Questa la lettera di Giulia Calamai, che parla anche a nome dei colleghi Sartini e Tacelli:

Faccio parte di un gruppo di operatori museali che prestano un servizio di apertura/chiusura museo e didattica museale da 7 anni nel Museo Civico di Montopoli Val d'Arno.

Ad aprile, la gestione del museo è stata rinnovata e data a Proloco

Noi operatori siamo stati convocati in comune e abbiamo conosciuto il nuovo ente gestore che ci ha rassicurato sulla nostra posizione, assicurandoci che saremmo stati mantenuti in “servizio” durante i giorni di apertura del museo (sabato e domenica) previo un orario ridotto,( da due che eravamo saremmmo stati ridotti ad uno per sei ore al giorno), la convivenza con il punto informativo Proloco che sarebbe stato spostato all'interno del bookshop del museo, e tessera associativa Proloco obbligatoria per tutti noi (5 euro).

Nell'incontro ci fu chiesto l'ammontare del rimborso spese che prendevamo dal precedente gestore e fu anche prospettato un aumento di tale rimborso; ricordo che la mia risposta a quest'ultima affermazione fu di mantenere la cifra invariata, forse avevo avuto un sentore di smargiassata.

I primi rimborsi ci dissero, sarebbero arrivati dopo due mesi.

Il nostro servizio è andato avanti come di consueto, aprendo all'orario stabilito e gestendoci i turni di servizio.

Sono passati quattro mesi,

Iniziamo a domandare al gestore che fine hanno fatto i nostri rimborsi; ci ringrazia per avergli fatto presente il problema e a dieci giorni di distanza ci chiama in riunione:

La riunione e' un film dell'orrore; non solo ci viene detto che i nostri rimborsi precedenti non ci saranno corrisposti, perché i soldi non vengono utilizzati per il museo, ma ci annunciano che non serviamo più, e di fronte alle nostre lamentele tentano di cacciare un nostro operatore dalla riunione.

Rimaniamo allibiti dalla malafede dimostrata a partire dalla firma della convenzione e dalla disonestà individuale di ciascuno di loro.

Decidiamo di muoverci, di farci sentire e stamani (lunedi'3agosto) andiamo in comune per mettere al corrente la proprietà del Museo delle scorrettezze del gestore.

I dirigenti ci dicono che finchè la gestione non presenta fattura, non possono liquidarla, ci sembra un fatto logico, funzionava cosi' anche con la precedente associazione gestrice, ma i rimborsi spesa erano talmente puntuali da non farci domandare nulla.

Quindi da aprile ad oggi la gestione non ha presentato fattura per i nostri rimborsi spese.

Le domande che ci poniamo adesso sono :

a che serve aver preso accordi preventivi con la certezza di mantenere la nostra continuità di servizio, seppur con un orario ridotto e la convivenza con un servizio aggiuntivo ?

A che servono dei soldi stanziati per la gestione museale se vengono utilizzati per cose sconosciute?

Giulia Calamai, Francesco Sartini, Maria Pia Tacelli”

2 – La risposta del sindaco di Montopoli Giovanni Capecchi - “La situazione sta in questi termini: la convenzione con l'associazione Biscondola è scaduta ad aprile. Noi avevamo due servizi, gestiti uno dalla pro loco (il punto informativo) e uno dall'associazione Arci Biscondola (il Museo civico)”.

“In uno spirito di razionalizzazione dei costi – prosegue Capecchi - abbiamo chiesto alla pro loco di gestire entrambe le situazioni: questo permetteva un risparmio di spesa. E' stata fatta una convenzione in questo senso, la Pro loco si è trovata d'accordo con gli operatori, per avere una collaborazione con loro. Non so cosa possa essere successo, la pro loco sostiene che li ha chiamati in una riunione dicendo e che ad agosto sarebbe stato chiuso e a settembre ci sarebbe stata una riduzione d'orario”.

Capecchi poi spiega che con la Pro loco il museo starà più aperto: “Abbiamo ampliato l'orario d'apertura”.

Prima la struttura era aperta solo nel week end, ma con personale qualificato, adesso ci saranno i giovani in servizio civile: “Diamo una cifra inferiore all'associazione, in più come ritorno abbiamo più aperture: il personale qualificato sarà impegnato in un orario più ridotto, ma è meglio che il museo sia aperto tutti i giorni, anche senza personale qualificato, per i turisti che visitano Montopoli”.

Per quanto riguarda i pagamenti arretrati, quattro mesi di rimborsi, Capecchi assicura: “Quanto deve essere pagato agli operatori museali fino a questo momento sarà liquidato al più presto, anzi se qualcuno ci avesse sollecitato precedentemente lo avremmo fatto prima”.

3 - Cosa c'è e cosa viene fatto al Museo Civico di Montopoli - Calamai ha lavorato per sette anni, tramite l'associazione Biscondola, al Museo civico di Montopoli: “Nel museo ci sono opere di pittori locali, un'unità faunistica con resti fossili di una balena e di uno squalo e una vasta collezione di ceramiche e terracotte, oltre a dei documenti su Isidoro Falchi,medico e per passione archeologo, che scoprì la città di Vetulonia, vicino a Populonia. “E' morto 101 anni fa, non avevamo fondi l'anno scorso per festeggiare il centenario della scomparsa – dice Calamai – così l'abbiamo omaggiato quest'anno”.

“Altro elemento importante – riprende Calamai – la didattica per le scuole, fino al 2014 fiore all'occhiello del museo, con noi operatori del museo che andavamo nelle scuole o le classi venivano al museo, senza che ci fosse da pagare”.

René Pierotti
© Riproduzione riservata



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