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venerdì 21 febbraio 2020

Spettacoli venerdì 07 luglio 2017 ore 16:00

Undici Lune, arriva Santamaria

Claudio Santamaria, foto da Fb

L'attore premio di Donatello 2016 è pronto a calcare il palco dell'anfiteatro Fonte Mazzola con lo spettacolo 'Memorie di un folle'



PECCIOLI — Lo spettacolo con Claudio Santamaria si chiama Memorie di un folle ed è tratto da Gustave Flaubert. E' in programma sabato 8 luglio alle 21,30 all'Anfiteatro Fonte Mazzola. Al violoncello Francesco Mariozzi. Lo spettacolo è gratuito.

Non tratta né di Dio né del diavolo, ma solo di un pazzo, cioè dell’intero mondo, questo grande idiota che da secoli gira nello spazio, senza avanzare d’un passo, e urla, e sbava, si fa a brandelli da solo

Gustave Flaubert, Memorie di un pazzo, Capitolo I

“Avevo da prima inteso di scrivere un romanzo intimo, dove lo scetticismo fosse spinto sino ai confini estremi della disperazione; ma a poco a poco, nel comporre, l’impressione personale filtrò di sotto la favola…”

Memorie di un pazzo è l’unico romanzo apertamente autobiografico di Flaubert. Scritto nel 1838, all'età di soli diciassette anni, il libro è permeato di quel romanticismo che caratterizza la prima produzione letteraria del grande romanziere. Tema centrale è il primo contatto con l’universo femminile, l’amore non corrisposto per Elisa Schlesinger, Maria, un sentimento che segnerà tutta la vita e la produzione flaubertiana. Il romanzo ha la forma del diario intimo e al suo interno si possono rintracciare i nuclei generatori di Madame Bovary e L’educazione sentimentale. Flaubert racconta se stesso adolescente, lasciandosi trasportare nel suo passato calmo e piatto, di ragazzo strano, dedito alla poesia e ispirato a un mondo di idee e di pensieri che affiorava nella sua mente ancora ingenua, ancora folle, ancora illusa di speranze e di attesa. Ma la vita reale si era dimostrata diversa, arida come la terra che non offriva illusioni, che lo ricacciava nella solitudine delle proprie congetture, lontano dal mondo di gioco e di felicità dei suoi compagni di collegio. Eppure oltre il velo che lo separa dal resto del mondo, c'è qualcuno che sconvolge il suo animo, i suoi sentimenti e le sue illusioni. È la donna, simbolo di quell'amore dolce, estraneo alle voluttà, alle passioni del corpo, dedito soltanto al culto quasi religioso della bellezza, dell'armonia e dell'equilibrio dei sentimenti, dell'ammirazione estasiata per la tenerezza di un corpo candido, la brama, il desiderio. Che però si trasforma in gelosia e invidia, in bisogno carnale di amore e passione, che non è più libertà di amare, ma la necessità di un'emozione effimera. Come caduca si rivela la felicità dell'uomo e la sua libertà. E vuota è la sua vita, il ricordo perduto in un passato di cui non rimane che una triste nostalgia.



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