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Lavoro giovedì 07 agosto 2014 ore 09:05

Fatturato, -13% nel 2013

In un anno, l’artigianato locale ha lasciato sul terreno oltre 90 milioni di euro. Tiene il legno, perde la pelle



PISA — "Una performance molto al di sotto di quella dell'artigianato regionale". È quella delle imprese della provincia di Pisa, secondo i dati commentati da Cna provinciale che si riferiscono alla performance del 2013.

Secondo i dati, il fatturato scende in termini percentuali di 13,3 punti rispetto all’anno precedente, quando la dinamica si attesta sul -3,3%. In termini assoluti il volume d’affari passa dai 695,4 milioni di euro del 2012 ai 602,9 milioni del 2013. Anche per le retribuzioni il 2013 si chiude con un segno - e lasciano sul terreno 17 punti percentuali così come i consumi che chiudono con un -6,7%. In termini assoluti corrispondono rispettivamente a circa -11 e -2 milioni di ero.

A livello macrosettoriale si registrano performance deludenti: tutti i comparti chiudono negativamente a partire dalle Costruzioni che cedono il -14,4%, risultato decisamente peggiore rispetto alla performance regionale (-2,9%). Anche il Manifatturiero registra una discesa a livello locale, -16,3%, mentre la media toscana mostra una diminuzione pari al - 1,9%. Infine, il settore dei Servizi perde 3,7 punti percentuali rispetto al 2012 (-6,4% a livello regionale).

Costruzioni

I 271,4 milioni di euro del 2013 rappresentano il 45% del fatturato artigiano totale con una diminuzione dei ricavi rispetto al 2012 di oltre 45,5 milioni. La contrazione dell’Edilizia è decisamente più evidente rispetto al risultato toscano che vede un arretramento di 2,9 punti percentuali. Dal II semestre 2008, i ricavi sono diminuiti di oltre il 50%, sia pure seguendo una dinamica oscillatoria con qualche temporaneo recupero. Seguono un andamento simile i consumi e le retribuzioni.

Manifatturiero

Il macro-settore, con un fatturato di 218 milioni di euro, rappresenta il 36,2% dei ricavi totali dell’artigianato della Provincia di Pisa. In termini assoluti diminuisce di oltre 40 milioni, con un influenza negativa legata soprattutto ai settori principali di questo comparto. Performance con segno - vengono fatte registrare da tutti i settori ad eccezione del legno (+12,4%), il terzo settore più importante a livello locale. La pelle registra un calo consistente (-33,7%) rispetto al 2012, perdendo in termini nominali quasi 35 milioni di euro. Nonostante i dati negativi del 2013, il trend di lungo periodo del settore resta positivo e su livelli più elevati rispetto al secondo semestre 2008. La metalmeccanica detiene il 28,1% e fa registrare una contrazione del -13,1% ed anche nel lungo periodo declina in maniera costante ad un livello decisamente inferiore rispetto a quello di partenza. Andamento simile relativamente ai fattori di costo. Il legno rappresenta il 27,5% del comparto e aumenta il proprio fatturato di oltre 12 punti percentuali, raggiungendo i 59,9 milioni di euro, un risultato nettamente migliore rispetto a quello regionale (+0,8%). Altalenanti i ricavi che chiudono comunque ad un livello superiore rispetto al secondo semestre 2008. In diminuzione invece nel lungo periodo i fattori di costo. Negativi e con una dinamica più preoccupante rispetto al risultato regionale, gli Alimentari che rappresentano il 9,4% con 20,6 milioni. In diminuzione anche il Tessile (-10,8%), che a livello locale chiude il 2013 a 7,7 milioni (+1,3% il risultato regionale) e l’Oreficeria (-45% a livello provinciale, +3,1% a livello regionale) che rappresentano rispettivamente il 3,5% e lo 0,6%.

Servizi

Il comparto si attesta nel 2013 sui 113,5 milioni di euro e, in maniera meno marcata rispetto agli altri due macro-settori, perde 3,7 punti percentuali arrivando a rappresentare nel fatturato totale il 18,8%. In termini assoluti i Servizi diminuiscono di 4,4 milioni di euro rispetto al 2012 e nel lungo periodo risultano altalenanti ed in discesa così come le retribuzioni mentre i consumi chiudono la serie storica in crescita soprattutto a partire dal primo semestre 2011. Andando nel dettaglio osserviamo che i Trasporti, che con 46,5 milioni di Euro rappresentano il 41% del macrosettore, chiudono con un segno positivo, +2,6% (risultato opposto rispetto al trend regionale che si attesta sul -6,2%). Sostanzialmente stazionario, anche se in maniera irregolare tra i vari semestri, il fatturato. In salita le retribuzioni e i consumi. In diminuzione (-4,7%) le Riparazioni che raggiungono i 32 milioni, pari al 28,2%, contrazione più contenuta rispetto alla performance regionale (-10,8%). Stagnanti, nel lungo periodo i ricavi; in crescita invece i consumi e le retribuzioni. I Servizi alle famiglie, con un fatturato di 22,8 milioni, rappresentano il 20,1% del comparto artigiano dei servizi e registrano una diminuzione evidente del -16,7%, di gran lunga peggiore rispetto al livello regionale(-5,1%). In discesa rispetto al 2° semestre 2008 i ricavi così come i fattori di costo. Residuale il settore dei Servizi alle imprese, che si attesta sui 12,2 milioni di Euro pari al 10,8% del comparto, in crescita di 5 punti percentuali, performance uguale a quella regionale.

In definitiva, il 2013 è stato per la provincia di Pisa complessivamente negativo in cui l’artigianato locale ha lasciato sul terreno oltre 90 milioni di euro. Nel confronto con il 2012, la provincia di Pisa registra performance peggiori rispetto al trend regionale. Segnali positivi arrivano solamente da tre settori: Servizi alle imprese, Trasporti e soprattutto dal Legno.



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