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Attualità martedì 15 settembre 2020 ore 10:07

"Down, i nostri ragazzi discriminati a scuola"

Parla l'associazione Persone Down di Pisa. Ci sono vari casi di famiglie con bambini disabili ai quali è stato posticipato il rientro a scuola



PISA — "Ancora una volta purtroppo dobbiamo constatare che all’inizio dell’anno scolastico i nostri bambini e ragazzi in età scolare vengono discriminati."

Lo dice Michael Schinella, presidente dell'associazione Italiana Persone Down di Pisa dopo il caso di un bambino di una scuola elementare di Pontedera che si è visto negare il primo giorno di scuola per la mancanza dell'insegnante di sostegno. Un caso che purtroppo, a quanto pare, non è isolato.

"E' iniziata finalmente la scuola e purtroppo a diverse famiglie con bambini disabili è stato chiesto o di rimandare l’entrata a scuola del bambino di alcuni giorni o settimane o di diminuire l’orario scolastico per le prime settimane. La giustificazione è data dalla mancanza degli insegnnati di sostegno", scrive Schinella.

"Pur essendo solidali con i presidi delle scuole, che durante questo periodo si ritrovano ad affrontare una situazione totalmente nuova e non facile non possiamo accettare che ancora una volta si trovino delle facili soluzioni che sono prima di tutto discriminanti.

I ragazzi e ragazze con disabilità hanno diritto all’istruzione come tutti gli altri loro compagni inoltre sono stati anche quelli più svantaggiati durante il periodo di Lockdown in quanto la didattica a distanza non è molto semplice per loro. I ragazzi, i bambini erano quindi ben felici di poter ritornare in classe e si sono preparati per questo come tutti gli altri comperando le loro attrezzature scolastiche, facendo i compiti delle vacanze, e facendosi anche prendere dall’ansia come tutti per il primo giorno di scuola. Alcuni invece sono stati delusi!! 

L’insegnante di sostegno, come prevede la legislazione italiana, non è l’insegnante della persona disabile ma è l’insegnante di tutta la classe. Se per qualsiasi motivo si viene a creare una mancanza di organici questa non deve e non può ricadere solo sulla persona con disabilità ma deve coinvolgere tutta la classe perché il ragazzo con disabilità è parte integrante della classe quindi o si chiede a tutta la classe di entrare più tardi o con orari diversi oppure si trova la soluzione per far partecipare l’alunno con disabilità secondo il principio "Non uno di meno". Siamo convinti che questo principio viene condiviso da tutte gli alunni normodotati e dalle loro famiglie. I bambini sono molto spesso più saggi di noi e non lascerebbero un loro compagno indietro.

Sollecitiamo quindi i presidi e tutto il sistema scolastico a rivedere le loro scelte ed ad assicurare a tutti gli alunni compresi quelli con disabilità l’accesso all’istruzione che è un diritto costituzionale senza se e senza ma".



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