Politica Martedì 09 Giugno 2026 ore 11:22
Geofor, Diritti in Comune attacca le nomine

Duro intervento sulla presidenza Braccini: chiesta la revoca della nomina e una selezione pubblica per i vertici dell'azienda
PISA — La nomina del nuovo presidente di Geofor accende nuovamente il confronto politico sulla gestione delle società partecipate. Diritti in Comune interviene con un duro comunicato nel quale critica sia il metodo che ha portato alla scelta di Paolo Braccini sia il modello di governance che, secondo il gruppo politico, caratterizza da anni il sistema dei rifiuti nell'area pisana.
Secondo Diritti in Comune, la designazione di Braccini rappresenta "l'emblema della peggiore tradizione di lottizzazione" e sarebbe il risultato di una lunga contrapposizione interna al Partito Democratico che avrebbe paralizzato le decisioni riguardanti l'azienda. Nel documento viene ripercorso il curriculum del neo presidente, già sindaco di Bientina e successivamente capo di gabinetto del sindaco di Cascina Michelangelo Betti, oltre che vicepresidente di Toscana Energia e presidente di Toscana Energia Green.
Per il movimento, Geofor non può essere considerata un terreno di compensazione politica. "Le società pubbliche che gestiscono servizi essenziali non possono essere trattate come luoghi di compensazione politica o strumenti di equilibrio tra gruppi dirigenti", si legge nella nota.
Diritti in Comune allarga poi la critica all'intero sistema di gestione dei rifiuti, chiamando in causa sia il centrosinistra sia il centrodestra. Secondo il gruppo, entrambe le coalizioni avrebbero responsabilità nel fallimento del modello RetiAmbiente, nell'aumento della Tari, nel peggioramento dei servizi e nella mancanza di una strategia credibile orientata verso l'obiettivo dei rifiuti zero.
Nel mirino finisce anche il sindaco di Pisa Michele Conti. "Chi oggi denuncia opacità e sprechi, come il sindaco di Pisa Michele Conti, non può presentarsi come forza esterna al sistema: per anni ha governato, nominato e partecipato alla stessa logica di gestione delle società partecipate", afferma il comunicato. Viene inoltre criticata la candidatura alternativa proposta dai Comuni guidati dal centrodestra, giudicata espressione delle stesse logiche contestate.
La proposta avanzata dal movimento è quella di azzerare l'intero percorso che ha portato alla nomina del nuovo presidente. "Di fronte a questa gravissima situazione riteniamo che l'unico atto a tutela dell'interesse pubblico sia l'azzeramento di questo percorso e la revoca della nomina di Braccini", scrive Diritti in Comune, chiedendo l'avvio di una selezione pubblica basata su requisiti, competenze, incompatibilità, obiettivi e risultati verificabili.
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