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Politica Martedì 09 Giugno 2026 ore 14:25

Incendio Delca, la politica chiede risposte

Per l'immagine dall'alto si ringrazia Rossano Dini

Dalla Regione ai Comuni, richieste di trasparenza e controlli. Al centro monitoraggi, salute pubblica e gestione dei rifiuti



PROVINCIA DI PISA — Mentre proseguono le operazioni di spegnimento e i monitoraggi ambientali dopo il maxi incendio alla Delca Energy di Lugnano, si allarga il fronte politico che chiede chiarimenti, dati pubblici e verifiche sulle conseguenze ambientali dell'accaduto. Dalla Regione ai consiglieri comunali, passando per le forze politiche di maggioranza e opposizione, il tema è ormai diventato centrale nel dibattito pubblico.

A intervenire nuovamente è stato l'assessore regionale all'ambiente David Barontini, che ha replicato alle polemiche sollevate nelle ultime ore sul sistema regionale dei rifiuti. "Trovo francamente strumentale e fuori luogo utilizzare un episodio grave come l'incendio che ha colpito la Delca Energy di Vicopisano per alimentare una polemica politica sul sistema regionale dei rifiuti", ha detto. Barontini ha ribadito che la priorità resta la tutela dell'ambiente e della salute pubblica, invitando ad attendere gli esiti degli accertamenti prima di trarre conclusioni. "In queste ore credo sia doveroso evitare speculazioni e rispettare il lavoro di chi sta operando sul campo e delle comunità coinvolte, che meritano risposte serie e non polemiche costruite sull'emotività del momento", ha aggiunto.

Dal fronte del centrodestra è intervenuto il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Diego Petrucci. "Seguo con apprensione l'evolversi della situazione dell'incendio scoppiato questa mattina in un'azienda di Lugnano", ha detto, ricordando come un incendio avesse già interessato l'azienda nel 2020. Petrucci ha invitato i cittadini a rispettare le prescrizioni emanate dai sindaci dei territori coinvolti e ha annunciato un'iniziativa in Consiglio regionale. "Sulla dinamica di quanto avvenuto dovrà essere fatta la massima chiarezza considerando il precedente del 2020 e il tipo di materiali trattato dall'azienda. Chiederò già domani in Consiglio regionale che gli assessori competenti intervengano sulla vicenda".

Anche Matteo Trapani, consigliere regionale del Pd, ha commentato la vicenda. "La situazione è costantemente monitorata e l’incendio è in fase di spegnimento. Durante il sopralluogo effettuato poco fa ho potuto constatare che le fiamme sono ormai sostanzialmente non più visibili, grazie allo straordinario lavoro svolto in queste ore da Vigili del Fuoco, volontari, Protezione Civile e operatori impegnati sul campo.Desidero ringraziare il sindaco Matteo Ferrucci, tutti i sindaci e le amministrazioni comunali coinvolte, i tecnici, ARPAT, l’ASL, i Vigili del Fuoco, le forze dell’ordine, il sistema regionale di emergenza sanitaria, la Protezione Civile e tutti coloro che stanno lavorando senza sosta per fronteggiare questa emergenza. Nel pomeriggio prenderanno il via i campionamenti di ARPAT per verificare gli effetti dell’incendio sul territorio. Le analisi saranno effettuate con rapidità, rigore e massima trasparenza, così da consentire alle istituzioni di valutare eventuali ulteriori interventi necessari".

Sul fronte delle opposizioni cittadine, Diritti in Comune ha inviato una richiesta formale al sindaco di Pisa, alla Prefetta, ad Arpat e all'Asl chiedendo la pubblicazione di tutti i dati disponibili sulla qualità dell'aria, sulle sostanze eventualmente disperse nell'ambiente e sui monitoraggi in corso. Il movimento parla di "disastroso e terribile incendio" e sostiene che sia necessario garantire aggiornamenti costanti e accessibili alla popolazione. Secondo Diritti in Comune, l'episodio rappresenta "la dimostrazione di un sistema della gestione dei rifiuti insostenibile e pericoloso".

"Desidero esprimere il mio più vivo plauso e il pieno sostegno all'operato del sindaco di Pisa, Michele Conti, per la gestione lucida, tempestiva ed estremamente responsabile dell'emergenza legata all'incendio di Lugnano". Lo dichiara in una nota Angelo Ciavarrella, capogruppo di Futuro Nazionale e presidente della commissione consiliare che si occupa di ambiente e protezione civile del Comune di Pisa. "In momenti di potenziale tensione come questo – prosegue Ciavarrella – la politica ha il dovere di guidare le comunità con fermezza e razionalità, senza cedere alla tentazione del populismo o della paura. Il sindaco Conti ha dimostrato esattamente questa capacità: ha messo al primo posto la tutela della salute pubblica ma lo ha fatto senza alimentare inutili allarmismi, basando ogni singola decisione esclusivamente sui dati oggettivi forniti in tempo reale dagli enti competenti, a partire da ARPAT e dall'Azienda USL Toscana Nord Ovest".

Anche Rifondazione Comunista è intervenuta con una dura presa di posizione. Il partito parla di "ennesimo campanello d'allarme" e chiede una riflessione complessiva sulla concentrazione di impianti per il trattamento dei rifiuti nell'area pisana e in Valdera. Nel documento si ricorda il precedente incendio avvenuto alla stessa Delca nel 2020 e si sottolinea la necessità di monitoraggi indipendenti e trasparenti, oltre a verifiche approfondite sulle cause del rogo e sulle condizioni di sicurezza degli impianti.

Preoccupazione è stata espressa anche dai consiglieri comunali de La Città delle Persone Paolo Martinelli, Emilia Lacroce e Carlo Modica. "È necessario interrogarsi su come evitare che accada ancora: occorre un lavoro strutturale di controllo, prevenzione e riduzione del rischio", hanno dichiarato. I consiglieri chiedono che gli enti competenti rendano pubblici in tempi rapidi gli esiti delle analisi ambientali e sottolineano come da questa vicenda debba nascere un rafforzamento delle attività di prevenzione e monitoraggio.

Dalla vicina San Giuliano Terme è intervenuta la consigliera comunale Elisabetta Mazzarri, che ha allargato il ragionamento all'intero sistema regionale. "La domanda non è soltanto: 'Cosa è successo?'. La domanda è: 'Perché continua a succedere?'", ha detto. Mazzarri ha chiesto la creazione di un quadro regionale unico che raccolga dati, cause e risultati delle indagini relative agli incendi avvenuti negli impianti di trattamento rifiuti della Toscana negli ultimi anni.

Più radicale la posizione di Potere al Popolo, che collega l'incendio al modello di gestione dei rifiuti affidato ai privati e chiede la pubblicazione immediata dell'elenco dei materiali coinvolti nel rogo, oltre a monitoraggi continui e accessibili alla popolazione. "Questa è soltanto l'ennesima dimostrazione, come abbiamo già visto con il caso KEU, di quanto il modello di gestione dei rifiuti e dei servizi pubblici essenziali in mano ai privati che segue le logiche del profitto sia fallimentare", ha sostenuto Potere al Popolo Pisa e provincia. Il movimento ha chiesto che vengano resi pubblici l'elenco dei materiali presenti nell'impianto, i risultati dei monitoraggi ambientali e le verifiche sulla filiera dei rifiuti trattati. "Occorre invertire la rotta e rompere con il paradigma che mette la gestione privata dei rifiuti nelle mani dei privati", ha aggiunto il movimento.

Infine è intervenuto dal Pd pisano Enrico Bruni, che ha posto l'attenzione sulla necessità di ridurre l'utilizzo della plastica e ha chiesto chiarimenti sulla scelta del Comune di Pisa di non chiudere le scuole, diversamente da quanto avvenuto in altri territori interessati dalla nube. "Quanta della plastica che sta bruciando era davvero indispensabile? La produciamo, la usiamo pochi minuti, la buttiamo. Poi diventa rifiuto da selezionare, stoccare, forse riciclare. Ma resta dentro un ciclo fragile, pieno di rischi", ha detto. Bruni ha inoltre sollevato dubbi sulla scelta del Comune di Pisa di mantenere aperte le scuole. "Se alcuni Comuni dell'area interessata, come Cascina e Vicopisano, hanno scelto in via precauzionale di chiudere le scuole, sarebbe utile capire perché nella nostra città si sia deciso diversamente", ha commentato. "Non per alimentare polemiche, ma perché, davanti a episodi di questa natura, il principio di precauzione dovrebbe essere il criterio più chiaro e condiviso", ha aggiunto.

Michele Bufalino
© Riproduzione riservata


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