Cronaca Sabato 02 Maggio 2026 ore 10:04
Incendio Monte Faeta, resta alta l’attenzione

Dopo il primo Maggio di emergenza, situazione in miglioramento ma non risolta: Canadair ancora in volo e alcune aree restano evacuate per precauzione
SAN GIULIANO TERME — La fase più critica sembra alle spalle, ma l’allerta resta alta sul Monte Faeta. Dopo la giornata del Primo Maggio, segnata da un vasto incendio e da un imponente dispiegamento di mezzi, anche nella mattinata del 2 Maggio le operazioni di spegnimento proseguono senza sosta.
I canadair e gli elicotteri continuano a sorvolare l’area, impegnati a contenere i focolai ancora attivi. Le condizioni del vento, che nelle ore più difficili avevano complicato gli interventi dall’alto, restano uno degli elementi osservati con maggiore attenzione dai soccorritori.
Il bilancio provvisorio parla di circa 710 ettari di superficie interessata dalle fiamme, un dato vicino alle prime stime che indicavano un’estensione fino a 800 ettari lungo un fronte di circa 17 chilometri. Numeri che danno la misura della portata dell’incendio.
Sul versante di Asciano la situazione è in miglioramento, ma non del tutto risolta. Come già comunicato dall’amministrazione comunale di San Giuliano Terme, "non è ancora tornata completamente alla normalità. Dopo un'intera giornata di interventi intensi da parte di vigili del fuoco, protezione civile e volontari antincendio, l'emergenza si è notevolmente ridotta, questa sera restano ancora evacuate, in via precauzionale, le aree a nord di via Trieste".
Intanto proseguono anche gli accertamenti sulle cause del rogo. "Secondo i primi accertamenti - ha detto il sindaco Matteo Cecchelli - le cause dell'incendio del Monte Faeta sarebbero da attribuire a un abbruciamento non controllato effettuato nei giorni scorsi nella zona di San Pantaleone, nel comune di Lucca. Le indagini sono in corso. Attendiamo il responso della Magistratura".
La situazione resta quindi sotto controllo, ma con un livello di attenzione ancora elevato. Le prossime ore saranno decisive per mettere definitivamente in sicurezza l’area.
ARTICOLO IN AGGIORNAMENTO
Michele Bufalino
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