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Lavoro giovedì 31 luglio 2014 ore 14:02

Tante banche, poco credito per le aziende pisane

In provincia ci sono più di 63 filiali ogni 100mila soggetti. Soffrono di più le piccole aziende, quelle meno strutturate



PISA — In provincia di Pisa ci sono più di 63 filiali ogni 100mila soggetti tra imprese e residenti. Nonostante quello di Pisa sia uno dei valori più elevati a livello regionale, il sistema creditizio pisano non può essere definito "in buona salute". 

Leggendo i dati dell’indagine svolta dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Pisa su dati della Banca d’Italia relativi al 2013, infatti, qualche luce la vedono solo le imprese più strutturate, soprattutto nel settore manifatturiero. 

Nonostante la riorganizzazione generale con i ridimensionamenti consistenti degli sportelli bancari nel 2013 a livello regionale (-4,6%) e a livello nazionale (-3,4%) la situazione di Pisa, pur presentando anch’essa un saldo negativo (-2,8%), continua a mostrare vivacità presentando un incremento medio annuo, tra il 2001 e il 2013, pari a + 1,6 %: il secondo più elevato delle province Toscane. 
Dati poco incoraggianti emergono, invece, nell’ambito dei depositi bancari detenuti da famiglie e imprese. Con un incremento del 3,1% si è registrato un rallentamento rispetto al 2012 che, invece, aveva visto crescere i depositi del 6%. 

Il dato può spiegarsi per la differenza degli andamenti nelle famiglie consumatrici, i cui depositi sono cresciuti del 4,5% e quelli nelle imprese, calati nello stesso periodo del 3,3%. Incertezza del quadro economico e conseguente ridimensionamento dei settori produttivi fanno inoltre preferire gli impieghi “liquidi” a danno delle immobilizzazioni in titoli obbligazionari bancari.
Il solo dato positivo riguarda il credito concesso alle imprese pisane che, contrattosi dello 0,5% nel 2012, è tornato a crescere nel 2013 (+1,3%). Tuttavia, un’analisi più attenta dei numeri, mitiga fortemente gli entusiasmi.
Flette e con maggiore intensità, infatti, il credito alle piccole imprese (-2,7%) e al settore artigiano (-3,3%) mentre cresce il credito alle imprese più strutturate (+2,5%). Con riferimento alle diverse tipologie di attività, si è rilevata una cospicua contrazione dei prestiti per le imprese maggiormente operanti sul mercato interno (costruzioni -1,8% / servizi -1,0%), afflitti dalla debolezza dei consumi, mentre solo il manifatturiero è tornato al segno positivo con un +3,8%.
Preoccupante, infine, il dato relativo al flusso delle nuove sofferenze per i prestiti bancari che nel 2013 è raddoppiato rispetto al 2012 raggiungendo il 6,8% dei prestiti in essere. Gli affidati che sono entrati in questa condizione sono arrivati a quota 7.400: erano poco più di 5mila a fine 2009.
“La Camera di Commercio da sempre dà al credito aiuti molto significativi e con i tagli previsti dal Governo - spiega Pierfrancesco Pacini, presidente della Camera di Commercio di Pisa - a partire dal 2015 non saranno più possibili, con un forte contraccolpo negativo per le imprese. Per fortuna Pisa si conferma piazza attraente per le banche e si distingue anche per vivacità e concorrenzialità del complesso degli istituti attivi sul suo territorio. Tra i dati relativi al mercato creditizio, suscita viva preoccupazione quello delle nuove sofferenze che, con un 6,8%, risultano praticamente raddoppiate rispetto al 2012. In questo preciso ambito nel 2014, così come nel 2013, la Camera di Commercio ha messo a disposizione 700mila euro per i Consorzi fidi e 50mila per il microcredito: misure di cui, lo scorso anno, hanno usufruito oltre 300 imprese del territorio".


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