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Interviste Sabato 02 Maggio 2026 ore 09:00
Gasperini, "Su Palazzo Rosa mantenuta la promessa"

Il sindaco, il primo di centrodestra, rivendica il risultato di via Rospicciano e rilancia su Poggini e Valdicava: "Il Comune ha una posizione chiara"
PONSACCO — È alla guida dell'amministrazione comunale ormai da quasi due anni Gabriele Gasperini, protagonista insieme a pochissimi altri sindaci del "ribaltone" che, in alcuni comuni della Valdera, ha portato il centrodestra a imporsi alle elezioni. Un inedito anche per Ponsacco, che per la prima volta nella sua storia ha affidato la fascia tricolore a un sindaco non proveniente dalla filiera della sinistra. E, per il futuro, sembra avere già le idee chiare.
La sua elezione per Ponsacco è stata un inedito. Come ci si sente a essere il primo sindaco del centrodestra della città? C'erano segnali di un simile cambiamento ed è fiducioso per il 2029?
È una responsabilità importante, prima ancora che un elemento di novità politica. I cittadini hanno scelto un cambiamento e questo significa rispondere con concretezza, ogni giorno. Più che guardare alle etichette, cerco di lavorare sui risultati e sul rapporto con la comunità. La fiducia si costruisce nel tempo, con le cose fatte. E sarà questo il vero banco di prova anche in prospettiva futura.
Siamo quasi a metà del suo mandato. C'è una cosa realizzata, più di tutte, di cui si sente orgoglioso?
Sono diversi i risultati che rivendico con soddisfazione, ma se devo indicarne uno penso alla chiusura della vicenda del Palazzo Rosa in via Rospicciano. Era una situazione complessa, che si trascinava da anni e che aveva un impatto molto forte sul piano sociale e della sicurezza. Siamo riusciti ad arrivare a una soluzione attraverso un lavoro lungo, fatto di passaggi amministrativi, interlocuzioni e scelte anche difficili. Non è stato un intervento immediato, ma un percorso che oggi restituisce alla comunità una situazione finalmente risolta. Siamo persone serie, abbiamo mantenuto la principale promessa elettorale. La promessa in base alla quale molti ponsacchini ci avevano accordato fiducia.
Abbiamo affrontato la situazione con senso di responsabilità e senza scorciatoie. Parliamo di un tema delicato, che riguardava persone e condizioni di vita difficili. Abbiamo scelto un percorso che tenesse insieme legalità, sicurezza e attenzione sociale. Non era semplice, ma oggi possiamo dire che quella strada ha portato a un risultato concreto.
La strada non è sempre stata in discesa: ha dovuto fare i conti con un cambio in Giunta poco dopo l'elezione. Crede che adesso la squadra di governo abbia raggiunto il suo assetto definitivo?
Ogni amministrazione attraversa fasi diverse, soprattutto all’inizio di un mandato. Abbiamo fatto delle scelte per dare maggiore efficacia all’azione amministrativa e oggi posso dire che la squadra è solida e lavora coesa. C’è chiarezza sugli obiettivi e sui ruoli, e questo si riflette anche nella continuità del lavoro che stiamo portando avanti. Ogni figura dev'essere funzionale al comune obiettivo di lasciare un paese migliore rispetto a quello che abbiamo ereditato.
Durante questo periodo da sindaco si è confrontato spesso anche con Confcommercio, ma le acque ora sembrano essersi calmate. È soddisfatto dell'equilibrio raggiunto?
Il confronto con le categorie economiche è fondamentale. Ci sono stati momenti di tensione legati anche a un atteggiamento che la Giunta non ha condiviso, soprattutto quando si è scelto di portare il confronto sui giornali con accuse senza dare il tempo all’amministrazione di lavorare. L’ascolto non è mai stato negato e la disponibilità al dialogo c’è sempre stata, ma un ente pubblico ha tempi e procedure diversi rispetto ai privati.
Oggi il clima è tornato più sereno e costruttivo. La volontà è quella di continuare a lavorare insieme, perché il tessuto commerciale è una componente fondamentale della nostra comunità e va sostenuto con un confronto serio e continuo. Per noi il modus operandi parte sempre dal confronto franco e puntuale. Se ci si confronta, quasi sempre si trova la soluzione. Le uscite sulla stampa le utilizzerei solo come extrema ratio, in caso di confronto mancato o infruttuoso.
Chiudiamo con la duplice questione dell'agrivoltaico ai Poggini e Valdicava. C'è chi ha accusato l'amministrazione di immobilismo o di "sparare boutade". Come risponde?
Respingo questa lettura. Parlare di immobilismo non corrisponde a quello che è stato fatto. Su queste progettualità l’amministrazione ha assunto una posizione chiara e l’ha formalizzata con atti precisi, a partire dalle osservazioni presentate alla Regione Toscana per Val di Cava e dalla richiesta di confronto istituzionale inviata al presidente Giani sul tema dei Poggini. Inoltre, abbiamo avviato anche il percorso per il riconoscimento dell’area come sito di interesse comunitario, proprio per rafforzarne la tutela. Abbiamo detto fin dall’inizio che non siamo contrari alle energie rinnovabili, ma che interventi di questa scala non possono essere calati dall’alto senza una valutazione reale dell’impatto sul territorio. Qui parliamo di suolo, paesaggio e identità agricola: elementi che vanno difesi con serietà.
Le accuse di "sparare boutade" lasciano il tempo che trovano. Noi abbiamo scelto di lavorare nei percorsi amministrativi previsti, che sono quelli che producono effetti concreti, anche se richiedono tempi diversi rispetto al dibattito pubblico. Continueremo su questa linea, con fermezza, perché la tutela del territorio non è uno slogan ma una responsabilità.
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