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Attualità Mercoledì 11 Marzo 2026 ore 09:00
Il sindaco scende in campo per difendere i Poggini

Gasperini a confronto con il presidente della Toscana Giani per una garanzia "europea" sull'area verde: "Vogliamo una tutela definitiva"
PONSACCO — Il Comune bussa alla Regione per la vicenda dei Poggini, l'area verde dove, ormai da settimane, sono in corso i lavori preparatori per la realizzazione di un parco solare di circa 14 ettari. Contro il quale, oltre a Coldiretti a tutela delle aziende agricole vicine, si è costituito anche un comitato di cittadini.
A muoversi è il sindaco Gabriele Gasperini, che ha annunciato come la sua amministrazione chiederà il riconoscimento dei Poggini come Sito di interesse comunitario. Ovvero, una forma di garanzia di livello europeo che permetterebbe di garantire all'area una tutela contro ogni normativa nazionale.
E nonostante la distesa di pannelli fotovoltaici ricadrebbe interamente nel territorio comunale di Casciana Terme-Lari, l'area è a ridosso di quello ponsacchino, il sindaco è irremovibile. "Interessa un'area che consideriamo parte integrante dell'identità e del paesaggio del nostro territorio - ha detto - un confine amministrativo non cambia la realtà: quell'oasi è casa nostra quanto lo è di Casciana Terme-Lari, e la sua tutela è una nostra responsabilità. Vogliamo che i Poggini siano tutelati in modo definitivo, non vicenda per vicenda".
Così, il Comune prende posizione su uno dei temi più caldi degli ultimi giorni in Valdera, ribadendo come la transizione energetica non possa avvenire in queste modalità. Del resto, va detto, già a Giugno dello scorso anno, Gasperini, insieme ai sindaci di Casciana Terme-Lari, Terricciola e Chianni, aveva contestato il progetto.
"Il caso dei Poggini mette in luce un problema strutturale che riguarda tutti i Comuni italiani . ha specificato il primo cittadino - di fronte a progetti di questo tipo, gli enti locali non hanno di fatto alcun potere decisionale. Le autorizzazioni seguono iter rispetto ai quali i Comuni non hanno diritto di veto. Si tratta di impianti industriali calati dall'alto, frutto di una normativa europea che punta alla decarbonizzazione senza tenere adeguatamente conto degli impatti sui singoli territori, sulla loro identità paesaggistica e sulle comunità che li abitano. Non è accettabile che decisioni di questa portata vengano sottratte al confronto con chi vive e amministra quei luoghi".
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