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Cronaca mercoledì 17 maggio 2017 ore 18:00

Addio a Barderi, l'ex deportato a Auschwitz

Ugo Barderi alla consegna della medaglia d'onore con il prefetto Tagliente

Aveva 95 anni. Fondò diverse attività in città fra cui l'Enoteca Barderi e ricevette da Napolitano e dal prefetto Tagliente la medaglia d'onore



PONTEDERA — E' deceduto all'età di 95 anni Ugo Barderi, storico commerciante pontederese che durante la seconda guerra mondiale fu deportato  nei campi di lavoro nazisti, fra cui Auschwitz.

Alla fine della guerra fu liberato e tornò a Pontedera dove avviò diverse attività commerciali, l'ultima delle quali è l'Enoteca Barderi, che fu poi gestita da suo figlio. Nel 2014, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, tramite il prefetto Francesco Tagliente, lo insignì della medaglia d'onore.

Il cordoglio da parte dell'amministrazione comunale e del sindaco Simone Millozzi che in una nota stampa scrive: "A lui, concittadino di cui andiamo orgogliosi, va il nostro ricordo affettuoso. Giunga alla famiglia, e alle persone care, il cordoglio e la vicinanza dell'amministrazione comunale di Pontedera e della città tutta".

Barderi era nato a Siena da una famiglia di contadini giovanissimo si trasferì a Pontedera, dopo gli studi tecnici condotti brillantemente, per lavorare alla Piaggio che in quegli anni produceva motori per aerei. Rimase alla Piaggio fino al 1939, quando venne chiamato alla leva militare, dove prestò servizio come aviere da prima all’aeroporto di Vicenza, fino al reclutamento e dopo presso l’idroscalo di Orbetello. Poi dopo i vari trasferimenti negli idroscali dopo l'8 settembre 43 tornò a casa a Pontedera. Ma per lui la Seconda Guerra mondiale non era ancora finita. Ad agosto del 1944 viene scoperto nella propria abitazione da una pattuglia di militari dell’esercito tedesco che lo prelevano e con il treno è trasportato insieme a tanti altri giovani in Polonia, dove fa tappa ad Auschwitz. Da lì Ugo Barderi è accompagnato con il treno ad Amburgo, dove è destinato a lavorare come operaio in una fabbrica di chimica farmaceutica. Ad Amburgo rimane fino a fine agosto del 1945 quando, a seguito della Liberazione, è caricato su di un vagone merce insieme con altri deportati e rimpatriato. Dietro incarico dell’Ufficio dei Reduci presta servizio presso l’Ara, occupandosi della vendita dei residui dell’esercito americano e inglese. In seguito rileva una latteria a Pontedera che gestisce con la madre e la sorella. Successivamente intraprende l’attività di auto trasportatore di carburante e nel frattempo si sposa. Nel 1960 insieme ad un socio rileva in Pontedera il negozio di dolciumi e liquori dello svizzero Pitschen e continuerà a gestirlo poi da solo con la moglie. Il negozio è tuttora esistente e porta nell’insegna e nella denominazione il suo nome, Enoteca Barderi, ed è gestito dal figlio Cesare.

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