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Attualità Giovedì 30 Aprile 2026 ore 17:36

Famiglia sfrattata, appello in Consiglio comunale

Il consigliere d'opposizione denuncia l'accaduto. Le assessore al sociale e alla casa: "Troppo facile usare qualche info per alimentare falsità"



PONTEDERA — Si presenta in Consiglio comunale, interrompe il dibattito in corso e racconta di essere stata sfrattata. Una giovane donna si è presentata a Palazzo Stefanelli e davanti ai consiglieri riuniti in assemblea ha parlato della sua situazione

"L'ha fatto con un filo di voce - ha riassunto il consigliere comunale di Fratelli d'Italia Nicolò Stella - dicendo che stava cercando di contattare da una settimana l'assessore senza però ottenere risposta. Il presidente del Consiglio, pur mantenendo i toni cordiali, ha ricordato alla donna che quella non era la sede adatta per esporre casi personali. Un agente della Polizia Municipale si è avvicinato per invitarla ad attendere nell'androne, cercando di riportare l'ordine formale. Ma lei non si è mossa e con una resilienza pacifica, ha continuato a raccontare il suo dramma, chiedendo scusa ma rifiutandosi di tornare a essere "invisibile". L'assessora alle politiche abitative si è alzata avvicinandola e ricevendola fuori". 

Ma il punto per il consigliere, non è solo la richiesta d'aiuto ma anche nelle difficoltà incontrate nel cercare un contatto. "Non sono l'assessore di riferimento e non sono tenuto a conoscere la condizione della signora nel dettaglio ma - ha aggiunto - la riporto perché resta un interrogativo che pesa più di qualsiasi delibera: perché una cittadina deve arrivare a interrompere un Consiglio comunale per essere ascoltata?"

Ed è proprio questa considerazione, con un botta e risposta che si svolge nel giro di pochi minuti sui social, che spinge la vice sindaca Carla Cocilova e l'assessora Eleonora Pini ad approfondire la questione e soprattutto la modalità con cui viene posta. E lo fanno con un post che si intitola "𝗟'𝘂𝗺𝗮𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝘀𝗳𝗿𝗮𝘁𝘁𝗶 𝗲 𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗶 𝘀𝗰𝗶𝗮𝗰𝗮𝗹𝗹𝗶". 

"Nel panorama dei problemi che quotidianamente come amministrazione ci troviamo ad affrontare, quello degli sfratti è sicuramente il più complicato. Gli sfratti - hanno detto - possono riguardare persone di diversa condizione socio-economica, persone di origine straniera, italiani, che hanno pagato sempre o che hanno smesso di farlo colpevolmente o senza colpa. Magari nella vita qualcosa va storto, ci si ammala, si perde il lavoro, ci si separa e diventa sempre più difficile pagare un affitto o un mutuo. Una volta c’era un fondo che si chiamava morosità incolpevole, ma il governo lo ha tolto, così come il contributo affitto. A queste casistiche, che ci si pongono quotidianamente davanti, si aggiungono però altri elementi: presenza di minori, anziani, disabili nei nuclei sfrattati, ma anche la perdita del potere di acquisto degli stipendi, l’inflazione, l’impossibilità di avere risparmi e quindi la tendenza sempre più diffusa dei proprietari che mettono in vendita l’immobile in più piuttosto che affittarlo. In questo contesto un piano casa non esiste e i Comuni vengono lasciati soli a gestire con poche risorse a disposizione".

Ed ecco che una persona che vive sulla propria pelle questa fragilità si presenta in Comune. "Come del resto accade sempre. Ma stavolta - hanno aggiunto e il riferimento lascia pochi dubbi all'interpretazione - un consigliere dell’opposizione pensa bene di fare un post con le informazioni che ha carpito così, senza conoscere la storia, le interazioni che da mesi erano state avviate, le telefonate fino a pochi minuti prima, proprio durante quel consiglio comunale. Conosciamo bene questo metodo: quello di usare qualche informazione, anche quando riguardano persone in difficoltà e utilizzarle per lasciar intendere cose, per instillare dubbi e alimentare falsità. Mai che si proponga una soluzione o ci si impegni con il proprio partito perché vengano ripristinati quegli strumenti di supporto all’abitare, mai che si provi a trovare delle soluzioni, a capire le dinamiche". E la stoccata finale: "è troppo più semplice usare i social per qualche like, forse contro di me - ha concluso Cocilova - in questo caso, contro l’amministrazione, ma soprattutto sulla pelle di chi ha bisogno di un aiuto".


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