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Politica Mercoledì 29 Aprile 2026 ore 12:30

Futuro della Piaggio, botta e risposta in Consiglio comunale

Lo stabilimento Piaggio di Pontedera

Bagnoli chiede di farsi sentire con la proprietà su futuro industriale e occupazionale e il sindaco risponde: "Il Comune ha sempre fatto la sua parte"



PONTEDERA — Alla vigilia della visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella nello stabilimento Piaggio, il suo futuro occupazionale e industriale finisce sui banchi del Consiglio comunale. Una discussione accesa, avanzata dall'opposizione di Fratelli d'Italia e che, nei giorni scorsi, si è alimentata non solo dei festeggiamenti per gli ottant'anni della Vespa, ma anche per lo sciopero e le proteste promosse prima da Usb e poi anche da Sial Cobas.

"Accanto alle celebrazioni non possiamo ignorare ciò che accade fuori da quest'aula: le tensioni sindacali, le mobilitazioni e le proteste sono un segnale - ha spiegato Matteo Bagnoli, capogruppo di FdI che ha presentato la mozione - non basta celebrare il passato se non siamo in grado di garantire il futuro. Piaggio non è soltanto un marchio, ma identità. Per questo riteniamo che la politica non possa limitarsi ad assistere: vogliamo chiarezza sul piano industriale e capire il ruolo dello stabilimento pontederese nei prossimi anni, oltre all'andamento occupazionale".

"Non facciamo allarmismo, ma non tutto va bene - ha continuato - questa mozione pone delle domande che riteniamo giuste. Quando si parla di Piaggio non parliamo di un'azienda qualsiasi, ma del cuore pulsante del nostro territorio. Esiste una visione per il domani? Non accettiamo che Pontedera sia soltanto un luogo della memoria, ma della produzione, di innovazione e di lavoro. Mi auguro che saremo tutti d'accordo".

Il capogruppo di Fratelli d'Italia Matteo Bagnoli

Speranza di vita breve, quella dell'opposizione del partito di Giorgia Meloni, che ha ricevuto la risposta direttamente dal primo cittadino. "Il tema del lavoro è centrale per la nostra città - ha affermato il sindaco Matteo Franconi - dall'inizio del mio mandato, nel 2019, ho mantenuto sempre la stessa linea e continuerò a farlo. L'amministrazione non si è occupata solo di feste, come vuole insinuare questa mozione, e ciò che ho affermato nelle scorse settimane lo dimostra, dall'annuncio della visita del presidente Mattarella al compleanno della Vespa".

"Tutto si può imputare a questa amministrazione comunale di essersi dimenticata dello stabilimento - ha proseguito - abbiamo messo a disposizione infrastrutture e investimenti: penso, per esempio, alla ricerca e al trasferimento tecnologico. Il ruolo del sindaco non può e non dev'essere confuso con quello del sindacalista e dell'imprenditore. Quando si affrontano tematiche così delicate serve che ciascuno eserciti il proprio ruolo con equilibrio e attenzione. Il piano industriale dev'essere affrontato sui tavoli della contrattazione collettiva, ma non vi è alcun dubbio che continuerò a chiedere impegni e garanzie sul futuro dello stabilimento. Per questo guardiamo con favore sia al piano d'investimento del 2024 di circa 112 milioni di euro finalizzato all’ampliamento della produzione della mobilità green dello stabilimento di Pontedera, sia il rinnovo del contratto integrativo approvato a Febbraio con un consenso del 90%. Spero non ci siano speculazioni politiche su un tema come questo".

Il sindaco Matteo Franconi

Alla discussione, che ha portato poi al voto contrario della mozione, si è aggiunta anche Denise Ciampi, capogruppo di Pontedera A Sinistra. "Già mesi fa avevamo provato a portare l'attenzione su queste problematiche, chiedendo anche l'indizione di un Consiglio comunale aperto - ha ricordato - un tavolo su Piaggio, che metta al centro i diritti dei lavoratori, sarebbe un punto di partenza. Mi stupisco, comunque, che il Comune non abbia preso iniziative autonome, al di là del ruolo delle opposizioni. Ci tengo a sottolineare inoltre della necessità di entrare nel merito del piano industriale: in un clima in cui gli scenari internazionali sono segnati dalla guerra, dovremmo dare risposte anche su eventuali ipotesi di conversione della produzione".

Pietro Mattonai
© Riproduzione riservata


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