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venerdì 21 settembre 2018

Attualità venerdì 09 marzo 2018 ore 14:26

"Carabinieri infaticabili ma servono leggi nuove"

Così il sindaco Simone Millozzi, commentando gli arresti effettuati in questi giorni dai militari della compagnia cittadina



PONTEDERA — "Voglio ringraziare come di consueto gli uomini delle forze dell'ordine di Pontedera - queste le parole del primo cittadino Simone Millozzi -, in particolare, in questo frangente l'Arma dei carabinieri che, insieme ai militari dell'esercito, hanno effettuato due brillanti operazioni di contrasto al crimine. Nella prima, mercoledì pomeriggio, carabinieri e militari hanno bloccato due cittadini che detenevano stupefacenti per lo spaccio. Nella seconda, avvenuta ieri hanno arrestato un cittadino per una rapina ai danni di una donna 66enne". 

Ma, come di consueto, la notizia dell'immediato rilascio dei primi due ha fatto più notizia del loro arresto, imponendo ancora una volta una riflessione su quanto siano adeguate, in materia di microcriminalità, le leggi attuali.

"In entrambi i casi - ha così puntualizzato Millozzi - gli operatori delle forze dell'ordine hanno dimostrato la loro efficace ed attenta azione sul territorio. L'amministrazione comunale ha già rivolto spesso il proprio plauso e ringraziamento alla loro efficienza e dedizione chiedendo al contempo ogni sforzo ulteriore e possibile, anche straordinario, per intensificare il presidio del territorio. Constato però con amarezza che al fermo dei carabinieri, mercoledì, sia seguito un rapido rilascio in libertà dei due presunti spacciatori. Ovviamente l'autorità giudicante lo ha disposto muovendosi nel pieno rispetto della normativa in vigore ma questo meccanismo finisce per lasciare perplessa e scoraggiare la cittadinanza che non riesce a vedere nella generale azione dello Stato un deterrente alle aspirazioni criminali dei malintenzionati. Il sistema di applicazione della pena così come congegnato per i reati di microcriminalità perde la propria azione di deterrenza per i delinquenti, mortifica l'operato delle forze dell'ordine e lascia smarrita l'opinione pubblica nei confronti delle istituzioni e della stessa classe politica che le rappresenta". 

"Il corto circuito che viene così a crearsi - conclude il sindaco - avvelena i pozzi dove si è sempre abbeverata la coesione e la solidarietà della nostra società. Occorre che il legislatore nazionale faccia una sforzo per consentire al sistema di prevenzione della sicurezza e di repressione della criminalità, di poter contrastare con strumenti nuovi e pene certe anche i fenomeni della delinquenza minore affinché il legittimo allarme sociale delle comunità non ingeneri scoramento e paure".



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