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Attualità mercoledì 03 aprile 2013 ore 19:35

Tares, chi ha la Tarsu sarà più penalizzato



Il presidente di Geofor, Marconcini, spiega i segreti della Tares, la nuova tassa sui rifiuti
VALDERA - “La Tares è una brutta tassa, che al suo interno contiene un'aliquota poco attinente all'immondizia, cioè il coefficiente che si moltiplica per i metri quadrati dell'abitazione in questione”. A dirlo è Paolo Marconcini, il presidente di Geofor, la partecipata che si occupa della raccolta dei rifiuti e dell'avvio allo smaltimento anche in Valdera. “Quello che accadrà tra novembre e dicembre, quando pagheremo la prima rata della Tares, è semplice. Ogni metro quadrato di un immobile dovrà essere moltiplicato, nel migliore dei casi per 0,30 centesimi di euro, che verranno riscossi dai municipi, ma che in realtà andranno tutti nelle casse dello Stato. Pensi – ci dice Marconcini - a cosa significa questo per un albergo. Questo è l'aumento più consistente contenuto nel nuova tassa sullo smaltimento dei rifiuti. “I Comuni - continua Marconcini - potranno anche decidere di aumentare il parametro fino a 40 centesimi, in tal caso tutto ciò che eccede sui 30 centesimi previsti dalla legge nazionale, rimarrà nelle casse comunali”. Ma a far lievitare il prezzo della Tares, rispetto a Tia e Tarsu ci saranno anche altri fattori. “ La questione dell'Iva ad esempi – continua l'ex sindaco di Pontedera –. Al momento i costi di smaltimento, di trasporto, di raccolta, noi delle aziende partecipate, che gestiamo i servizi igienici, li rimettiamo ai Comuni, che devono a loro volta farli pagare agli utenti perché la Tares deve essere pagata al 100% attraverso gli introiti che arrivano dalla bolletta. E' chiaro in questo modo che alla fine della catena c'è il cittadino. Il governo potrebbe trovare una soluzione, ad esempio per consentire ai municipi di scaricare l'Iva”. La cosa poi diventa ancora più preoccupante per i commercianti, che questa volta l'Iva non potranno scaricarla. Insomma i rincari sicuramente arriveranno, però c'è chi dovrà fare i conti con aumenti più pesanti e chi invece riuscirà a limitarli a un 18-20%. “ I più penalizzati - continua Marconcini – sono i cittadini e soprattutto i commercianti di quei Comuni dove si applica ancora la Tarsu. La Tarsu infatti non viene ricaricata tutta sulle tasche dei cittadini; il municipio decide quale quota, di solito tra il 5 e il 10 %, deve ricadere sulla fiscalità generale. In altre parole una parte della tassa sull'immondizia viene pagata dalle casse comunali, mentre la Tia e poi anche la Tares ricadono interamente sulle tasche dei cittadini. Dove – continua il presidente di Geofor - fino a oggi si è applicata la Tarsu l'aumento sarà più elevato, perché il cittadino si troverà a pagare anche quello che fino a ora non ha trovato in bolletta, oltre ai rincari previsti dalla nuova tassa. Questo è vero soprattutto per i commercianti. Ecco da dove nascono gli incrementi vertiginosi denunciati dalle associazioni di categoria”. “La Tares e tutti i cambiamenti che si stanno verificando sull'immondizia, avranno anche altri effetti – conclude Marconcini –. Il timore che la nuova tassa possa causare problemi ai cittadini e quindi ai Comuni sta rallentando gli investimenti, che significano ampliare e potenziare la raccolta differenziata. Al momento molti Comuni hanno fermato il processo di estensione della raccolta differenziata in attesa di vedere cosa accadrà. Questo significa ritardare un processo invece importante da molti punti di vista”.


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