Attualità Sabato 26 Settembre 2026 ore 12:55
Nidi, "aumentano le tariffe, colpita la classe media"

Segnalate criticità del sistema educativo. L'Unione Valdera replica, "nessuna modifica dei criteri di accesso o strategia sulle rette". Tutti i dati
VALDERA — Una situazione definita paradossale e ingiusta, che nonostante l'intervento della misura dei Nidi Gratis, renderebbe complicato - a livello economico - l'acceso agli asili nido per diverse famiglie. Questo lamenta un lettore di QUInews, che ha scritto una lettera per denunciare quelle che, a suo avviso, sono le criticità del sistema educativo della zona della Valdera.
"Negli ultimi cinque anni abbiamo assistito a un aumento sproporzionato delle rette mensili teoriche per la frequenza a tempo pieno - ha scritto - i dati ufficiali dell'Unione Valdera parlano chiaro: si è passati da tariffe storiche di circa 500 euro mensili a tariffe attuali che toccano gli 830 euro al mese per i nidi privati accreditati. Cosa si nasconde dietro questo rincaro esponenziale? La risposta sta in una precisa e spregiudicata strategia di bilancio che incrocia i finanziamenti regionali ed europei".
"Con l'introduzione della lodevole misura Nidi Gratis della Regione Toscana, i Comuni e l'Unione Valdera hanno progressivamente modificato i regolamenti di accesso e le tabelle tariffarie - ha spiegato - da un lato, sono stati modificati i criteri delle graduatorie, assegnando punteggi altissimi alle fasce con Isee più basso. In questo modo si è ottenuta la quasi totale saturazione dei posti disponibili con utenze che beneficiano dell'azzeramento della retta. Dall'altro lato, le tariffe teoriche massime sono state deliberatamente gonfiate a cifre fuori mercato perché il bando regionale non eroga una cifra fissa, ma copre lo sconto in fattura sul costo reale applicato. Più la tariffa teorica è alta, più fondi pubblici l'Unione Valdera riesce a incassare".
Secondo il lettore di QUInews, tutto ciò danneggerebbe i nuclei esclusi dalla misura. "Questo meccanismo, apparentemente perfetto per le casse comunali, genera però una beffa intollerabile per la classe media e per le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano - ha aggiunto - perché chi ha un reddito medio o medio-alto non ottiene il punteggio necessario in graduatoria e rimane tagliato fuori dal nido pubblico, mentre nessuno ha interesse ad aprire strutture private pure sul territorio. Il mercato è totalmente monopolizzato dal sistema pubblico e accreditato. Inoltre, la retta è inavvicinabile: chi è escluso dalle graduatorie pubbliche e vorrebbe pagare di tasca propria si ritrova davanti a tariffe nominali folli, nate solo per essere rimborsate dalla Regione e del tutto insostenibili per lo stipendio di un lavoratore dipendente".
Respinge al mittente questa riflessione l’Unione Valdera che interviene per fare chiarezza sul funzionamento reale del servizio. "Il primo elemento da chiarire riguarda la presunta strategia dell’Unione Valdera volta a “gonfiare” deliberatamente le rette per ottenere maggiori risorse pubbliche. Si tratta - hanno scritto in una nota - di un’affermazione assolutamente falsa e fuorviante. Nell’Unione Valdera sono presenti complessivamente 20 nidi d’infanzia: 3 comunali e 17 privati accreditati. Le rette dei nidi comunali sono approvate dall’Unione Valdera, mentre le tariffe applicate dai nidi privati accreditati sono stabilite direttamente dalle singole strutture e successivamente comunicate all’Unione. Ne consegue che la maggior parte delle rette pagate dalle famiglie per la frequenza nei nidi privati non entra affatto nel bilancio dell’Unione Valdera, ma viene incassata direttamente dai gestori privati. Questo elemento, da solo, rende priva di fondamento la ricostruzione secondo cui l’Unione avrebbe interesse ad aumentare artificiosamente le tariffe per “incassare” maggiori risorse".
E anche sulla misura Nidi Gratis l'Unione ha sottolineato che "per i bambini ammessi, l’agevolazione regionale interviene sull’importo della retta secondo le modalità stabilite dall’avviso regionale e, in particolare, in relazione alla quota che eccede l’eventuale contributo Inps, fino al limite previsto di 800 euro mensili. L’eventuale importo della tariffa superiore a tale soglia resta a carico della famiglia. Non esiste dunque un meccanismo per cui l’Unione, aumentando una tariffa teorica, possa semplicemente trasformare quell’aumento in una maggiore entrata libera per il proprio bilancio. Anche l’idea che negli ultimi anni siano stati modificati i criteri di accesso ai nidi per concentrare artificiosamente i posti sulle famiglie con Isee più basso non corrisponde ad una situazione reale. I criteri e i relativi punteggi utilizzati per l’accesso ai servizi educativi non sono stati modificati negli ultimi anni".
I numeri dell’ultimo bando poi, secondo gli uffici dell'Unione Valdera raccontano, peraltro, una realtà diversa da quella descritta nella segnalazione. "A fronte di 773 bambini ammessi alla frequenza sui 818 posti/domande complessivamente considerati nel primo bando, sono state presentate 464 richieste per la misura Nidi Gratis e 448 sono risultate ammesse. Questo significa - hanno proseguito - che il 60,03% dei bambini iscritti e frequentanti un nido dell’Unione Valdera beneficia della misura: un dato molto significativo, che dimostra quanto le politiche di sostegno alla frequenza siano concretamente presenti nel sistema dei servizi educativi del territorio. Nell’anno educativo 2026/2027, sulle 472 nuove domande presentate, 370 risultano appartenere alla prima fascia Isee, pari al 78,39%. Si tratta però di un dato riferito alle nuove iscrizioni e non all’intera platea dei bambini frequentanti, e soprattutto non può essere utilizzato per sostenere che siano stati modificati i criteri di accesso allo scopo di saturare i posti con le famiglie a reddito più basso".
E infine la precisazione sul tema degli aumenti tariffari. "L’avviso regionale consente alle strutture che partecipano alla misura Nidi Gratis di adeguare le proprie rette secondo condizioni precise. L’incremento massimo del 40% previsto in una specifica casistica non costituisce un aumento generalizzato del 40% delle rette: riguarda esclusivamente le situazioni nelle quali, per la prima volta nell’anno educativo 2026/2027, vengono ricompresi nella tariffa anche gli importi relativi alla refezione che negli anni precedenti venivano invece addebitati separatamente. Nelle altre situazioni - hanno concluso dall'Unione - gli adeguamenti previsti sono assai più contenuti".
“Credo sia importante che su un tema così delicato si parta dai numeri e dal funzionamento effettivo del servizio - ha dichiarato la presidente dell’Unione Valdera, Arianna Buti -. L’Unione Valdera non ha modificato i criteri di accesso ai nidi per favorire una particolare categoria di famiglie e non ha costruito alcuna strategia per aumentare artificiosamente le proprie entrate attraverso le rette dei nidi privati. Anzi, è bene ricordare che nella nostra rete la maggioranza delle strutture è privata e accreditata e che le relative rette vengono incassate direttamente dai gestori. Rappresentare questo sistema come un meccanismo pensato per penalizzare la cosiddetta classe media significa, a mio avviso, capovolgere il senso delle politiche di sostegno alla frequenza. L’obiettivo dell’Unione Valdera è continuare a garantire un sistema di servizi educativi accessibile, articolato e di qualità, lavorando sulla sostenibilità complessiva del servizio e sulla capacità di rispondere alle esigenze delle famiglie. È su questi elementi concreti che riteniamo corretto aprire il confronto, evitando ricostruzioni fantasiose e prive di ogni fondamento”.
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