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martedì 16 luglio 2019

Attualità lunedì 31 ottobre 2016 ore 17:10

Sanità, Valdicecina e Alta Valdera a braccetto

Il sindaco di Volterra Buselli e quello di Peccioli Macelloni

I sindaci di otto Comuni hanno presentato un documento unitario. Buselli: "Nostro contributo parte da una lettura attenta dei territori"



VOLTERRA — Chiedere alla Regione Toscana e all'Anci Toscana di valutare e approfondire il tema della riorganizzazione delle Società della Salute tenendo conto delle considerazioni dei Comuni, rendersi disponibili fin da subito ad un incontro con gli organismi preposti in materia per illustrare dettagliatamente e puntualmente le posizioni e le valutazioni dei territori, aprire un confronto tra i Comuni firmatari del documento per definire una politica sociale e sanitaria omogenea nei propri territori. 

Sono queste le linee guida del documento firmato dai Comuni di Volterra, Castelnuovo Val di Cecina, Chianni, Montecatini Val di Cecina, Peccioli, Pomarance, Lajatico, Terricciola e con cui esprimono preoccupazione per la riorganizzazione sanitaria.

"Dopo mesi di lavoro e analisi dei possibili scenari – ha spiegato il sindaco Marco Buselli – abbiamo pensato di dare il nostro contributo che parte da una lettura attenta dei territori e delle loro caratteristiche. Aspetti che ne fanno un contesto omogeneo su cui operare e su cui garantire un adeguato livello di programmazione".

Nel documento si sottolinea come sia in atto un processo di centralizzazione di servizi e funzioni; che in diversi casi questi processi possono rappresentare, se si considerano le specificità dei territori, delle vere e proprie opportunità di razionalizzazione di costi e di funzionalità; che all'interno di questo percorso da un po' di tempo si discute anche di un processo di forte riduzione in Toscana delle Zone Distretto che dalle attuali 34 sarebbero destinate a diventare 27 e pertanto i Comuni ritengono opportuno, per le esperienze maturate in questi territori, per le loro peculiarità e caratteristiche, nonché per la fortissima differenza sociale ed economica esistente all'interno di questi enti, una maggiore attenzione a tenere insieme realtà più omogenee permettendo quindi una politica più rispondente alle varie esigenze. 



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