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Politica giovedì 06 agosto 2020 ore 12:36

Santi, "Unione unica, Valdera e Valdicecina"

Il sindaco di Volterra chiede di superare divisioni anacronistiche e di lavorare tutti assieme nell'interesse del territorio



VOLTERRA — Una unica realtà che metta assieme i territori di Valdera e Valdicecina. E' quanto chiede il sindaco di Volterra Giacomo Santi, prefigurando il progetto di una unica unione territoriale comunale che comprenda entrambe le aree della provincia di Pisa.

"Il lavoro che ha portato alla stesura del dossier di candidatura per Volterra a Capitale Italiana della cultura per il 2022 è riuscito a unire intorno a un progetto comune di sviluppo territori che sembrava difficile far collaborare", è la riflessione di Santi

"Consegnato il dossier, adesso dobbiamo realizzare i progetti in esso contenuti, non dividendo la nostra provincia in blocchi che hanno dimostrato i loro punti di forza e i loro limiti. E’ anacronistico dividere il territorio in Bassa e Alta val di Cecina, Alta Val d’era e Val d’Era. Se vogliamo che questi territori, considerati storicamente periferici, abbiano forza e prospettiva di crescita culturale, economica, occupazionale e demografica dobbiamo avere il coraggio di parlare con una sola voce".

"Realtà che fino a pochi anni fa si ritenevano autonome sia dal punto di vista economico che occupazionale, ora devono fare i conti con le mutazioni che nel sistema nazionale e internazionale stanno avvenendo. Stiamo assistendo a un progressivo spopolamento delle aree interne, come nel nostro caso, a favore dei grandi centri urbani",continua Santi

"Questo è il futuro che si prospetta davanti a noi se non decidiamo di cambiare modo di agire, di pensare e di porci. Abbiamo bisogno di un grande piano strategico che tenga conto delle singolarità dei vari comuni e che da queste possa sviluppare strategie di rilancio territoriali. Un progetto che riesca ad andare in controtendenza a quello che sta già avvenendo"

Fra gli strumenti proposti da Santi, "Un nuovo sistema di viabilità che colleghi città come Volterra, attraverso una rete sicura e moderna, a Pisa e al suo aeroporto, a Livorno e alla costa. Inoltre, dobbiamo ripensare una mobilità leggera e ambientalmente sostenibile che colleghi tutto il territorio.

Oltre a questo è fondamentale rompere gli attuali schemi amministrativi che delimitano i vari comuni del territorio. Questo deve essere fatto nell’ottica di capire che gli investimenti, anche se sviluppati in un altro comune, ma canalizzati in un progetto di area, possano creare benefici per il territorio e la sua comunità.

Questi sono solamente due esempi di quelle che potrebbero essere le varie politiche da mettere in campo, ma dobbiamo anche analizzare e valorizzare i servizi di cui usufruiscono. Basti pensare alla rete ospedaliera comune fra Volterra e Pontedera, all’asse ferroviario Cecina-Pontedera che congiunge le due città e viene utilizzato da tutta l’area come snodo infrastrutturale. Basti pensare a tutto il comparto geotermico che rappresenta, insieme al suo indotto, la ricchezza principale di buona parte dell’Alta Val di Cecina.

 Appare però chiaro che se le nostre città e i nostri comuni vogliono avere un futuro di crescita economica, occupazionale, demografica, turistica e culturale devono iniziare a lavorare insieme. Per questo motivo è necessario collaborare per istituire un’unica grande Unione Comunale di Territorio che non si limiti ad accorpare alcune funzioni in gestione associata, ma che crei nuove opportunità per tutti. Lasciamo da parte i nostri campanilismi che contraddistinguono la Toscana e la sua storia con il coraggio di lavorare insieme."



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