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Politica mercoledì 10 aprile 2013 ore 15:20

Il Pd appoggia la "fusione" dei Comuni



Dalle segreterie arrivano attestati di apprezzamento per l'operazione Lari-Casciana Terme VALDERA - Apprezzamento per la decisione di fondersi dei Comuni di Lari e Casciana Terme arriva anche dalla segreteria provinciale del Pd e dalle segreterie territoriali dei due Comuni. In una nota i Democratici pisani scrivono: “Come Pd, condividiamo e sosteniamo l’iniziativa dei Comuni di Casciana Terme e Lari, che all'interno dell'Unione Valdera hanno deciso di avviare un percorso innovativo di riforma partecipata che porti la cittadinanza a decidere sulla fusione dei due Comuni”. Poi nella nota si legge: “Questa proposta di fusione, avanzata dai due sindaci, rientra in un progetto più vasto di riforma dello Stato, che parte dal livello nazionale, con la riduzione del numero dei parlamentari, l'abolizione del bicameralismo perfetto e la creazione del Senato delle Regioni, e arriva a quello locale, con l'abolizione delle province e la riduzione del numero dei comuni”. “Il nuovo Comune nato da Casciana Terme e Lari – riflettono i vertici del Pd pisano - avrebbe una dimensione più adeguata, oltre 12.000 abitanti, per svolgere le funzioni ed erogare i servizi e sarebbe in grado di partecipare con più forza e rappresentatività alle politiche d'area portate avanti dall'Unione Valdera. Unione che, con l’abolizione delle Province, giocherà un ruolo ancor più decisivo per il trasferimento di ulteriori competenze da parte della Regione Toscana. Inoltre, come prevedono le normative nazionali e regionali, il nuovo Comune si troverebbe libero dai vincoli del patto di stabilità, che oltre a bloccare gli investimenti, impedisce – ormai anche ai Comuni più piccoli – il pagamento dei lavori realizzati alle imprese creando un sistema perverso ed assurdo per cui un Comune, anziché favorire lo sviluppo del sistema economico e produttivo del territorio, finisce per affossarlo”. Alla fine le segreterie comunali e provinciali dicono: “In un momento in cui è forte la disaffezione per la cosa pubblica, a causa degli sprechi, degli sperperi e delle rendite di posizione a cui ci ha fatto assistere chi ha governato l'Italia fino ad oggi, le nostre amministrazioni locali offrono un esempio in contro-tendenza”.


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