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Cronaca venerdì 31 maggio 2013 ore 17:25

Trasporto pubblico: i lavoratori all'attacco del Ctt



Per le organizzazioni sindacali il nuovo consorzio ha fatto aumentare gli sprechi Provincia di Pisa - Tempo di bilanci per il Consorzio trasporti toscana nord, il Ctt nato da pochi mesi in sostituzione della vecchia struttura che governava il trasporto pubblico. La scadenza coincide con la proclamazione dello stato di agitazione da parte dei lavoratori. Secondo i sindacati sarà un bilancio disastroso. “Le amministrazioni provinciali di Pisa Lucca e Livorno che solitamente ricevevano un utile e che ora detengono il 40% del Ctt nord si troveranno costrette a ripianare il deficit di bilancio” dicono dalle segreterie di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil-Trasporti e Faisa-Cisal le sigle dei lavoratori dei trasporti. “L’accorpamento delle tre aziende – continuano i sindacalisti - avrebbe dovuto far risparmiare alla CTT Nord almeno in termini di pagamento degli stipendi dei dirigenti, ma non è così; al posto di tre amministratori delegati, ora c’è un amministratore e sette direttori, tutti di nomina privata, e il costo di questi stipendi non è certamente inferiore al costo sopportato per pagare i dirigenti dalle tre aziende precedenti. Naturalmente – continuano dai sindacati - anche gli stipendi dei componenti del consiglio di amministrazione incideranno e non poco nel risultato dei costi messi a bilancio. dirigenti e Consiglieri tutti muniti, naturalmente, di auto aziendale”. Ma non solo la denuncia dei sindacati investe anche I vertici dell'azienda: “Da novembre ad oggi abbiamo assistito ad avanzamenti di carriera assurdi, distribuzione di livelli e qualifiche che hanno fato aumentare ulteriormente i costi aziendali. Ma ancora - continuano dalle sigle dei lavoratori del trasporto - Il Cpt, la precedente organizzazione del trasporto pubblico locale, non pagava il canone di affitto per gli immobili che occupava per l’espletamento delle proprie funzioni, adesso con la CTT Nord, si pagano milioni di euro in affitti. I costi per l’acquisto dei pezzi di ricambio, sono aumentati a dismisura, i vecchi fornitori non ci riforniscono più per problemi economici e allora siamo costretti a reperire i pezzi di ricambio presso le aziende private che detengono il 35% di CTT Nord o che sono dirette da dirigenti della CTT Nord stessa”. Una situazione insostenibile secondo i rappresentanti dei lavoratori che spiegano: “Adesso i costi di questa operazione assurda, vorrebbero farli pagare ai lavoratori”. Stando a quanto riferito dai sindacati è stata inviata la disdetta degli accordi integrativi alla ex CPT spa. “Con questo passaggio - dicono i sindacalisti - intendono recuperare un disavanzo che si aggira intorno ai 10 milioni di euro, riducendo gli stipendi mensili dei dipendenti togliendo la parte economica legata alla presenza giornaliera, e messa in busta paga mensilmente, ma trasferendo il tutto in un premio di risultato dall’esito incerto, in quanto se un lavoratore è costretto a lunghe malattie o a infortuni sul lavoro, non percepisce nessun premio, perché non ha raggiunto lo standard deciso dall'Azienda; venendo così a mancare circa 2000/2500 euro annui”. Ma ancora secondo i sindacalisti dalla nascita del Ctt nord vi sono anche forti problemi sui mezzi e sull'organizzazione del servizio. “Siamo certi – dicono dalle segreterie provinciali di Pisa Lucca e Livorno - che quando il caldo si degnerà ad arrivare, gli autisti non saranno in grado di guidare mezzi con 40/45 gradi interni, senza finestrini, e dove l’aria condizionata non funziona. Così ritorneremo a non poter garantire un servizio decoroso per chi paga il biglietto”. Per tutti questi motivi e per molti altri i sindacati hanno indetto un primo sciopero nelle prossime settimane.


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