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Politica martedì 07 marzo 2017 ore 18:25

A Buti la prima scissione PD della Valdera

Isa Garosi con Enrico Rossi

Isa Garosi aderisce ai Democratici e Progressisti di Enrico Rossi. Insieme all'ex assessora, l'ex sindaco Serafini ed altri esponenti di PD e Sel.



BUTI — A pochi giorni dalla inaugurazione della prima sezione di Articolo 1 - MDP, che si terrà domenica 19 marzo in Irpinia a Serino in provincia di Avellino, anche la Valdera inizia ufficialmente a seguire il movimento fondato da Enrico Rossi e Roberto Speranza.  Uscire o restare nel PD è la domanda che da settimane di fanno gli iscritti nella varie unioni comunali ma in quella di Buti e Cascine la decisione di esponenti di primo piano della politica locale ormai è presa.

Nell'assemblea di stasera, martedi, non rinnoveranno la tessera PD Isa Garosi, ex assessora ed attuale Consigliera del Presidente Enrico Rossi, Roberto Serafini, ex-sindaco di Buti, Anna Baroni, ex-assessore alla cultura, Giacomo Pratali, anche lui in giunta della passata legislatura, eletto con Sel ed anche altri cittadini. Si iscriveranno ai Democratici e Progressisti, il nuovo movimento nato in alternativa al PD di Renzi e che in Valdera, terra di Enrico Rossi già sindaco di Pontedera, non mancherà certo di far sentire la propria voce a partire dalle prossime elezioni amministrative.

Sabato prossimo a Livorno il nuovo movimento dei democratici progressisti si presenterà alla città e alla stampa, il 19 marzo a Serino, in provincia di Avellino, sarà inaugurata la prima sezione del territorio.

Nel comune irpino, infatti, gli iscritti al locale circolo del Partito Democratico hanno deciso a stragrande maggioranza (72 su 79) di lasciare il Pd e di aderire alla nuova formazione. Una sezione che potrà inoltre contare sull'impegno di 40 nuovi iscritti.

Il prossimo 19 marzo all'inaugurazione del Circolo "E. Berlinguer" di Serino ci sarà anche il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi assieme, tra gli altri, a Marcello Rocco (ex assessore del Comune di Serino) e all'eurodeputato Massimo Paolucci.

Rossi parteciperà anche all'iniziativa in programma sabato 11 marzo all'ex Cinema Aurora di Livorno (ore 15.30, viale Ippolito Nievo n. 28), dove oltre cento persone che hanno scelto di unirsi ad Articolo 1 si ritroveranno per il primo appuntamento pubblico cittadino.

Questa la nota integrale di Isa Garosi

Ho preso la tessera del Partito Democratico nel 2010 quando Enrico Rossi si candidò per la prima volta come Presidente della Regione Toscana. Presi la tessera perchè credevo in lui, nelle sue proposte, nel suo linguaggio, nella sostanza della sua politica. Il Partito Democratico mi ha consentito di vivere una delle esperienze più belle della mia vita: fare l'amministratore nel mio Comune, Buti. Un'esperienza che mi ha formato, e ha disegnato il percorso della mia vita politica e non solo.

Negli ultimi anni però la dirigenza nazionale del Partito Democratico ci ha condotto verso una deriva che ci ha allontanato sempre più dagli ideali della sinistra, da cui io stessa provengo. In molti abbiamo creduto che fosse possibile lavorare a un'alternativa in grado di arginarla. Ma chi ha dichiarato di rottamare una classe dirigente, ha di fatto rottamato simboli e ideali. Ci siamo così ritrovati sui territori con una classe dirigente e tanti, troppi militanti assuefatti ad un confronto politico inesistente, concentrati come eravamo a costituire comitati solo in vista di appuntamenti elettorali e per i quali, ultimamente, e irrimediabilmente, ci siamo divisi, con esiti disastrosi noti a tutti. E cito, tra i numerosi Comuni che abbiamo perso, solo alcuni della Toscana: Livorno, Grosseto, Arezzo, Cascina, eccetera, eccetera, eccetera.

Enrico Rossi, come argine a questa deriva e con un impulso profondamente personale e consapevolmente collettivo, ha fondato l’associazione DemocraticiSocialisti. Per un anno abbiamo viaggiato in lungo e in largo per l'Italia, mettendo a disposizione tutta l'energia, i fine settimana, le sere dopo cena, spesso le notti che abbiamo avuto a disposizione.

Abbiamo riscontrato un grande consenso e una forte richiesta affinchè le sue idee trovassero spazio nella politica italiana, ma anche europea e internazionale (basta pensare all'esperienza di Sanders in America).

Credo che il lavoro, gli investimenti che generano lavoro, la lotta alle diseguaglianze e i diritti degli ultimi siano da mettere in primo piano nell'agenda politica nazionale. Non sto qui a elencare le cose che non ho condiviso, né quelle fatte bene o perfettibili del governo Renzi, dico solo che abbiamo preferito dare bonus ai giovani, tutti, anche ai figli dei benestanti; abbiamo preferito togliere l'imu sulla prima casa a tutti, anche agli stessi benestanti; e non abbiamo toccato le pensioni d'oro, per esempio, in favore di quelle minime.

Credo che la redistribuzione della ricchezza, unita a una seria lotta all'evasione, siano i punti da cui partire. E il lavoro, soprattutto: perchè all'operaio in cassaintegrazione, o al piccolo artigiano, alla partita iva non interessa che il Parlamento sia mono o bicamerale, se non ha prima un lavoro.

Abbiamo preso atto che questo percorso non ha un futuro nel Partito Democratico. E lo ha dimostrato l'assemblea nazionale del 19 febbraio, durante la quale non è stata presa in considerazione nemmeno un'istanza posta dalla minoranza, neppure dopo la grande dimostrazione di partecipazione del giorno precedente al Teatro Vittoria, dove dirigenti di partito, e oltre 1000 militanti, amministratori, semplici cittadini provenienti da tutta Italia, si sono riuniti per discutere sul futuro della sinistra. E lo dimostra oggi il dibattito congressuale concentrato solo sull'incornorazione di uno o di un altro leader.

Questa sera (martedì 7 marzo) all'assemblea dell'unione comunale di Buti e Cascine lascio il Partito Democratico, non rinnoverò la tessera nel 2017, cammino su un'altra strada, quella che insieme a tanti compagni stiamo tracciando e che abbiamo chiamato Articolo 1, Movimento Democratico e Progressista. Una nuova formazione politica plurale che ha l'ambizione di contribuire a costruire una grande forza di centrosinistra.

Con me si incamminano Roberto Serafini, ex-sindaco di Buti, Anna Baroni, ex-assessore alla cultura, Giacomo Pratali, mio collega di Giunta della passata legislatura, eletto con Sel. Questi alcuni nomi, ma l'elenco è molto lungo. E comprende tanti cittadini che in questi anni non hanno rinnovato la tessera, si sono allontanati dall'impegno e dalla vita politica.

Qualcuno vuole definirci “scissionisti”; io credo che la scissione vera ci sia stata in questi anni tra il partito e le grandi questioni del Paese, tra la classe dirigente chiusa nel politicismo e una grande parte del popolo di sinistra. Stiamo già lavorando per radicarci sui territori, attraverso coordinamenti e comitati, aperti a tutti coloro che vorranno rinnovare il loro impegno o che si avvicineranno per la prima volta condividendo con noi questa grande spinta ideale.

Isa Garosi - Consigliere del Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi



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