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domenica 17 novembre 2019

Politica mercoledì 22 febbraio 2017 ore 20:20

Rossi, la scissione, la Rivoluzione

Il governatore della Toscana alla prima uscita pubblica in Valdera dopo la decisione di abbandonare il Pd: "Non c'era più spazio per un confronto"



CALCINAIA — "Provo a parlare di altre cose e a stimolare discussioni che avrei voluto fare dentro il Pd, ma non se ne è trovato lo spazio e allora lo faccio da fuori cercando di allargare il centrosinistra. Sarà difficile ma credo che questo sia un servizio alla democrazia". Così il presidente della Toscana Enrico Rossi ha parlato a quella che è stata la prima uscita pubblica nella sua Regione dopo l'ufficializzazione dell'abbandono del Partito Democratico.

Dichiarazioni già fatte alle varie platee televisive nei giorni scorsi che, nella tarda serata di mercoledì, il governatore scissionista ha scandito ancora e più forte nella sua terra natia, vicino Pontedera, ad un incontro della Uil Fpl organizzato all'interno dello spazio ricreativo Luna Verde a Calcinaia dove ha presentato il suo libro Rivoluzione Socialista.

L'evento, programmato da diverse settimane, era nato dalla volontà di un'area laica di cultura socialista - che trova riferimento, in generale nel sindacato Uil e in particolare nelle sue categorie organizzate nella sanità, nel sociale e nelle autonomie locali - di aprire un confronto con l'associazione appena costituita da Rossi Democraticisocialisti, soprattutto sui temi del lavoro e dei relativi diritti, della giustizia sociale e del riformismo laico ma anche su tante altre rilevanti questioni che interessano la società e la crisi che sta attraversando.

Al tavolo, insieme a Rossi, c'erano anche Mario Renzi, segretario regionale della Uil Fpl Toscana nonché cugino dell'ex segretario Pd Matteo, e l'ex consigliere regionale del Psi Pieraldo Ciucchi. In platea, ad ascoltarli, militanti della Uil e un solo sindaco della Valdera: il primo cittadino di Casciana Terme Lari Mirko Terreni che ha salutato e accompagnato Rossi dentro la sala al suo arrivo.

Rossi ha raccontato di come è arrivato a elaborare il suo libro, nato dall'insoddisfazione a lui trasmessa dal Pd, partito troppo indistinto, oscillante fra politiche troppo diverse, con riferimenti sociali poco chiari. Condizione alla quale il governatore della Regione Toscana cerca di dare una spiegazione e delle soluzioni nel corso del volume.

Nel suo intervento Rossi ha parlato di Jobs Act, di Mps, di liberalizzazione della grande distribuzione commerciale, delle privatizzazioni. Dove il Pd ha perso consensi? Si chiede il presidente della Regione. "Nei ceti più colpiti dalla crisi - è la risposta che si dà - coloro che non riescono più a guardare a un Pd incapace di raccogliere bisogni sociali".

Ed a questo, lo scissionista Rossi vuol rispondere con un "nuovo socialismo ancorato a degli ideali, capace di compiere una critica razionale del capitalismo e ridistribuire la ricchezza e il lavoro. Concetti - ha rimarcato più volte Rossi - che alcuni tacciano come del secolo scorso, ma che a mio avviso restano ancora molto attuali. Schulz in Germania lo sta dimostrando".

E infine una chiara posizione riguardo il suo incarico di governatore: "Non voglio andar via dalla Regione - ha precisato Rossi -, a meno che non mi caccino. Non sto puntando ad andare a Roma, me lo avevano già proposto e rifiutai proprio per continuare a guidare la Toscana, dove voglio rimanere tuttora. Certo è - ha aggiunto il presidente - che negli scampoli di tempo mi dedicherò anche alla politica nazionale. Mi sento nel momento della vita in cui si ha ancora l'energia per guardare avanti, ma anche l'esperienza di voltarsi indietro per vedere chi lasciare il testimone. Tutto questo è diverso dal Pd, ecco perché sono uscito".

Anna Dainelli
© Riproduzione riservata

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