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domenica 26 maggio 2019

Cronaca venerdì 18 aprile 2014 ore 19:46

Aggressione al bengalese, le prossime ore saranno decisive

Al vaglio degli inquirenti la posizione del quarto uomo, Procura pronta a chiedere l'estradizione dell'aggressore



PISA — La richiesta del Pm per la custodia cautelare in carcere di Hamrouni Hamaza, il tunisino residente a Cascina ritenuto responsabile della morte di Zakir Hossain, il bengalese aggredito domenica scorsa durante la notte e morto nella giornata di martedì per le ferite riportate è già sul tavolo del giudice per le indagini preliminari e attende solo di essere firmata. Da qui prenderà il via la seconda fase dell'attività della polizia ovvero la richiesta di estradizione del tunisino che nel frattempo non è più in Italia e si trova nel suo paese. Una volta convalidata la richiesta di custodia cautelare infatti l'ordine di cattura sarà esteso anche alla Tunisia per essere eseguito eventualmente dalla polizia locale. Altra situazione che potrebbe verificarsi è che Hamaza rientri volontariamente in Italia per compiere tutto il suo iter giudiziario in Europa e scontare un eventuale condanna nel regime carcerario italiano, sicuramente meno duro di quello tunisino. Una situazione estremamente delicata e che gli inquirenti stanno seguendo un passo alla volta visto anche che le indagini coordinate dal dirigente Rainone della questura di Pisa sono appena iniziate e un passo falso potrebbe compromettere la riuscita dell'operazione il cui obiettivo è riuscire a processare l'aggressore. Sicuramente anche se Hamaza dovesse rimanere in Tunisia il processo in Italia qualora venga stabilito un rinvio a giudizio si celebrerà anche se l'imputato fosse all'estero.

Al momento per Hamaza autotrasportatore di 27 anni, si ipotizza il reato di omicidio preterintenzionale, ma l'ipotesi di reato potrebbe murare sulla base del referto autoptico che il medico legale sta redigendo in queste ore e sarà consegnato al pubblico ministero quanto prima. Determinante nell'autopsia sarà capire se a causare le ferite rivelatesi poi mortali per Zakir Hossain sia stato il pugno sferrato dal tunisino a causa di futili motivi, oppure se a provocare le gravi lesioni sai stato l'impatto fortuito del cranio su un pietra appuntita. In quest'ultimo caso l'ipotesi di reato rimarrebbe omicidio preterintenzionale, mentre se le ferite inferte dal pugno risulteranno letali la posizione del tunisino potrebbe aggravarsi.

Durante le indagini che hanno portato a individuare oltre che Hamaza anche i tre uomini che si trovano con lui i poliziotti hanno trovato vario materiale probatorio tra cui gli indumenti indossati dai quattro al momento dei fatti e che si riconoscono chiaramente nei filmati in possesso della magistratura. Per due dei tre soggetti che si trovavano con Hamaza del comune di Cascina tra cui figura anche un minore, parente di Hamaza è scattata, dopo che sono stati ascoltati dalla polizia l'iscrizione nel registro degli indagati per il reato di favoreggiamento, dal momento che avrebbero aiutato l'aggressore a sottrarsi all'arresto. Il quarto uomo per il momento è stato ritenuto estraneo ai fatti, ma la sua posizione verrà ulteriormente approfondita dagli inquirenti nelle prossime ore e non è escluso che venga nuovamente rivista alla luce di altri elementi di prova.

Agli inquirenti rimane da approfondire forse il motivo dell'aggressione, per ora dopo aver ascoltato i tre si parla di futili motivi l'aggressore viene descritto come un balordo che cercavano di attaccare briga. Sfumerebbe quindi ogni ipotesi di aggressione a sfondo razziale o etnico.



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