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domenica 16 giugno 2019

LEGALITÀ E NON SOLO — il Blog di Salvatore Calleri

Salvatore Calleri

Salvatore Calleri (1966) è nato a Catania e vive sin da piccolo a Firenze. Laureato in giurisprudenza nel 1991 ha conosciuto Antonino Caponnetto con il quale ha collaborato strettamente fino al 2002, anno della sua morte. Esperto di lotta alla mafia, analista nel campo della sicurezza e della criminalità organizzata internazionale è presidente della Fondazione Caponnetto e consigliere della Fondazione Pertini. Di entrambe ha ispirato la nascita. Coordina l'Omcom (Osservatorio Mediterraneo Criminalità Organizzata e Mafia) è ideologo del Progetto Tulipani Rossi verso gli Stati Uniti d'Europa.

Falcone, in molti oggi dovrebbero recitare il mea culpa

di Salvatore Calleri - martedì 04 giugno 2019 ore 13:40

Son passati diversi anni ma l'amarezza rimane. Il nostro Paese quando ricorda gli eroi contromano come Giovanni Falcone lo fa sempre senza approfondire in modo completo cosa è successo.

Il caso di Giovanni Falcone ci deve insegnare alcune cose perchè è l'esempio tipo di come il mix di menti raffinatissime deviate-mafiose-depistatanti agisce nei confronti di chi combatte la mafia.

A Falcone dobbiamo alcune geniali e moderne intuizioni tra cui:

1) l'importanza del seguire i soldi;

2) la Direzione Nazionale Antimafia;

3) la Direzione Investigativa Antimafia.

Caponnetto inoltre lo aveva praticamente scelto come suo successore a capo del pool.

In sequenza partono attacchi seguendo il complesso metodo del conflitto multiplo esterno sorgivo cangiante anticipato dall'isolamento.

Pertanto si verificano i seguenti fatti:

In primis il Csm non lo nomina al posto di Caponnetto.

Avviene il fallito attentato dell'Addaura con accuse di fuoco amico che dicono addirittura che l'esplosivo se lo era messo lui.

Partono più o meno in contemporanea le accuse delle inchieste tenute nei cassetti e pure quelle sul professionismo dell'antimafia.

Sconcertato del clima Falcone va a Roma e quindi lo accusano di aver abbandonato la causa.

Lo isolano. Lo attaccano. Lo uccidono.

Queste regole valgono ancora oggi e le uccisioni son di due tipi: fisiche o virtuali.

Se non riesce la virtuale passano alla fisica.

Dobbiamo quindi imparare dal passato per evitare che determinate cose non avvengano mai più, in quanto le menti raffinatissime ci son sempre.

Non sarebbe poi male che chi ha sbagliato in passato esercitando il cosiddetto fuoco amico, recitasse ogni tanto un mea culpa... Che male non gli farebbe.

Chi ha orecchie per intendere intenda.

Salvatore Calleri

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