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Politica martedì 02 aprile 2013 ore 06:30

Buche nelle strade, arriva l'esposto alla Corte dei Conti



A presentarlo il consigliere della lista Indipendente Alessandro Puccinelli

PONTEDERA - Come più volte segnalato dalla nostra testata giornalistica, che nelle ultime settimane spesso si è fatta carico di raccogliere e dare voce al malumore dei cittadini a causa delle pessime condizioni del manto stradale, con tutto ciò che ne consegue, adesso vi proponiamo l'esposto alla Corte dei Conti del consigliere Alessandro Puccinelli, esponente di opposizione della lista civica Indipendente. “Troppi i disagi causati dall'incuria sulle strade e a poco servono le toppe fatte negli ultimi giorni dal Comune”, questa la morale dell'intervento fatto dal consigliere comunale. A far indignare Puccinelli sono le pessime condizioni del manto stradale del raccordo con la Fipili, ovvero la cosiddetta “Strada di patto”. “Ovviamente – spiega Puccinelli - si tratta di un danno enorme e per questo motivo invieremo una dettagliata segnalazione alla Corte dei Conti per verificare se vi sono stati rilevanti errori di progettazione e inadempienze nella vigilanza sui lavoro e sul conseguente collaudo dell’opera”.“Nonostante l’intervento dell’assessore Sonetti, - si legge nella nota di Puccinelli -, le giustificazioni sulle pessime condizioni di questa viabilità non sono comprensibili a distanza di pochi anni dalla sua apertura parziale, dato che il raccordo con la Fipili deve essere ancora completato. La Strada di Patto, inaugurata nel 2009, è stata quanto meno mal progettata se non anche mal realizzata e le evidenze sono sotto gli occhi di tutti: avvallamenti, fessurazioni, buche. Non è possibile che una strada di questo tipo, che dovrà sopportare un traffico veicolare molto più consistente sia già in queste condizioni, degne di una viabilità in uso da 20 anni. La strada è sostanzialmente al piano di campagna e, pare, sia mal isolata dal terreno sottostante in quanto si nota spesso l’acqua che affiora, rendendo il terreno troppo debole per sopportare il peso del traffico senza cedere. Oltre a ciò, quando la temperatura va sotto lo zero, l’acqua che gela fessura l’asfalto che poi inevitabilmente si sbriciola. Purtroppo il risparmio esasperato in fase di progettazione si ripercuote inevitabilmente in un’opera mediocre. Sarebbe poi anche da capire se i lavori siano o meno stati effettuati a regola d’arte, ma questo doveva essere comunque compito imprescindibile della direzione lavori e di un attento controllo al momento del collaudo. Non siamo disposti - continua Puccinelli - a vedere un’opera pubblica costata più di 10milioni di Euro che una volta aperta ha già necessità di manutenzioni come, purtroppo, anche altre opere pubbliche. In questo caso le manutenzioni non potranno molto e si rischierà di doverla rifare se vorremo avere una strada degna di questo nome e del traffico che deve sopportare un’arteria di scorrimento pesante come la “Strada di Patto”. Ma il problema riguarda molte altre strade come spiega il consigliere della lista Indipendete. “Nonostante le toppe di asfalto, le strade di Pontedera versano in condizioni molto precarie per non dire pessime – dice Puccinelli. Comprendiamo le difficoltà di bilancio e le avverse condizioni meteorologiche, ma quel minimo di sistemazione fatta andava programmata per ottobre e non dopo un inverno trascorso tra buche pericolose (nei momenti più difficili è dovuta intervenire la Protezione Civile e la Polizia Municipale) ed asfalto a freddo per tamponare le cavità più profonde con inutile dispendio di soldi ed energie, visto che in due giorni le buche erano di nuovo aperte e l’asfalto trasformato in briciole sulla strada, altrettanto pericoloso per la circolazione. Quando il rimedio e peggiore del danno. I 15mila Euro, a tanto ammonta l’importo stanziato, che sono serviti per eseguire le recenti toppe di asfalto, potevano essere molto più proficui se decisi dall’amministrazione prima dell’inverno. Ciò avrebbe evitato pericoli, danni alla autovetture e dispendio di energie degli addetti alla circolazione e del settore manutenzioni che ha svolto più volte un lavoro inutilmente difficoltoso. Quanto è costato nel complesso non avere stanziato prima i lavori minimali che sono poi stati fatti? Lasciamo le valutazioni del caso a chi legge”.


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