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martedì 14 agosto 2018

Lavoro venerdì 28 marzo 2014 ore 17:10

​Calano i consumi e i negozi chiudono

Il 2013 si è chiuso con una contrazione nelle vendite al dettaglio. In un anno in provincia hanno chiuso 255 punti vendita



PROVINCIA DI PISA — Nei negozi c’è sempre meno gente, anche a Natale. Per il commercio al dettaglio della provincia di Pisa infatti il 2013 si è concluso con un altrocalo delle vendite al dettaglio del 4,5 per cento. Non è bastato il Natale a dare vigore ai consumi e bisognerà aspettare ancora per sapere se un po' d'ossigeno sono riusciti a darlo i saldi.

Quel -4,5 per cento, però, non è tanto brutto se paragonato alla media toscana e a quella italiana: secondo i dati dell’Ufficio Studi e statistica della Camera di Commercio, le vendite al dettaglio dell’ultimo trimestre del 2013 in Italia sono scese del 5,8 per cento, del 4,7 in Toscana.

A conferma delle crescenti difficoltà che affrontano le imprese commerciali pisane viene anche il livello contenuto dell’inflazione (+0,9 per cento), sintomo che non è stato possibile far pagare ai consumatori gli aggravi di costo subiti dalle imprese.


Nel periodo tra ottobre e dicembre 2013 la crisi conferma lemaggiori difficoltà delle piccole unitàche perdono il 5,5 per cento in termini di vendite. Male anche le medie strutture (6-19 addetti) che arretrano del 3,4%. Il segno di come la crisi non molli ancora la presa viene dalle vendite delle grandi unità che, nonostante l’innegabile vantaggio competitivo rispetto alle strutture di minori dimensioni hanno registrato una caduta delle vendite dell’1,8 per cento.

L’alimentare, con una flessione delle vendite del 5,4 per cento, è il settore nel quale adesso le famiglie sono costrette a risparmiare di più. Il non alimentare, dove i consumatori avevano cominciato la “spending review”, prosegue nella fase calante, mettendo a segno una contrazione del 4,7 per cento. Più complessa la dinamica di ipermercati, supermercati e grandi magazzini che con un -1,3 per cento evidenzia un netto peggioramento rispetto al dato dell’ultimo quarto del 2012 (+4,2%).
Confermando la tendenza in atto ormai da un anno e mezzo, continuano a calare le aziende attive nel commercio al dettaglio: a fine 2013 il numero dei punti vendita scende a quota 8.055 unità, con una contrazione di 255 unità rispetto a fine 2012 (-2,7%). Il non alimentare (-222 unità, -3,5%), in ragione dei bisogni meno impellenti dei consumatori che queste imprese vanno a soddisfare, segna la battuta d’arresto più consistente a causa, soprattutto, degli ambulanti (-132 unità, -6,0%). Difficile, tuttavia, anche la situazione del commercio in sede fissa sia per l’abbigliamento e accessori (-58 negozi, -5,0%) che per prodotti per la casa ed elettrodomestici (-28 unità, -3,3%).



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