Attualità Martedì 06 Ottobre 2026 ore 08:00
Cgil-Cisl, "Disatteso il mandato dei lavoratori"

La sottoscrizione di un'intesa "separata" tra Fai Cisl e Biancoforno fa scattare la polemica della Flai Cgil: "Restano aperte questioni urgenti"
CALCINAIA — Monta la polemica anche tra i sindacati sulla questione Biancoforno. Dopo che la Fai Cisl ha infatti preso posizione, rivendicando il proprio operato e l'accordo raggiunto con l'azienda, la Flai Cgil ha risposto con una nota in cui non solo accusa la prima di aver tradito il mandato dei lavoratori, ma anche di aver mancato di solidarietà sindacale.
"Innanzitutto va precisato come il percorso rivendicativo fosse nato su presupposti rigorosamente unitari - si legge nella nota di Flai Cgil - fondati su una piattaforma condivisa dalle categorie Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil ed espressamente approvata democraticamente dall’assemblea dei lavoratori. Di fronte alla decisione della Fai Cisl di proseguire la trattativa in autonomia fino alla sottoscrizione di un'intesa separata, appare evidente come sia stato disatteso il mandato assembleare".
"Inoltre, rileviamo una singolare e ricorrente concomitanza - hanno aggiunto - la sigla di intese o avanzamenti sindacali avviene, una prima volta, quando viene sospesa per un mese una delegata della Flai; e, una seconda volta, quando è stato licenziato un iscritto altro iscritto della Flai. Si tratta di dinamiche del tutto inaccettabili sul piano delle pratiche e della solidarietà sindacale".
Allo stesso modo, sull'intesa annunciata dalla Fai Cisl, la Cgil è caustica. "Non conoscendone il testo, non possiamo che valutarne la totale inefficacia sotto il profilo della rappresentatività complessiva dei lavoratori - hanno precisato - inoltre, corre l'obbligo di ricordare come in precedenti occasioni di sottoscrizione separata le lavoratrici e i lavoratori iscritti alla Flai Cgil, unitamente al personale non iscritto ad alcuna organizzazione, siano stati estromessi dai momenti assembleari e informativi vertenti su intese aventi ricadute dirette sull'intera forza lavoro. In taluni casi, agli iscritti della nostra organizzazione è stato addirittura intimato l'allontanamento, prospettando il ricorso all'intervento delle forze dell'ordine".
"Riteniamo che la vera tutela dell'occupazione, dei diritti e della tenuta sociale di un'azienda che conta circa 180 lavoratori e famiglie, si costruisca sul rispetto delle regole, ovvero, sulla democrazia sindacale, sulla trasparenza dei processi negoziali e sul rispetto di tutte le lavoratrici e i lavoratori - hanno concluso - consideriamo altresì riduttivo e rischioso focalizzare la contrattazione esclusivamente sulle competenze economiche quando restano aperte le questioni relative alle garanzie normative e alla piena applicazione delle tutele contrattuali: la dignità del lavoro e i diritti complessivi della persona non possono essere messi in secondo piano".
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