Politica Giovedì 29 Gennaio 2026 ore 17:30
Bagarre in Comune, "La bandiera della Palestina resta"

Il consigliere di opposizione Citi ha chiesto di rimuoverla, ma la maggioranza si oppone: "Testimonianza civile di rispetto dei diritti"
CAPANNOLI — Mantenere alta l'attenzione sulla crisi umanitaria in corso nei territori palestinesi e lanciare un messaggio di testimonianza civile sollecitando il rispetto del diritto istituzionale. Sono le principali motivazioni con cui il gruppo consiliare Con Arianna Cecchini sindaca ha supportato la scelta dell'amministrazione di esporre la bandiera palestinese all'esterno del palazzo comunale.
Una risposta netta, "semplice e chiara", la definisce la sindaca, che è arrivata in seguito alla mozione del consigliere Giacomo Citi di Fratelli d'Italia che chiedeva la rimozione della bandiera per "garantire l'esposizione esclusivamente di simboli e bandiere previsti dalle norme e dai regolamento vigenti e per preservare – ha spiegato Citi – la neutralità istituzionale degli spazi destinati alle sedute del Consiglio, senza compromettere il principio di imparzialità dell'ente. L'attuale contesto istituzionale e le recenti notizie relative a indagini della magistratura su reti di fiancheggiamento di organizzazioni terroristiche rendono necessario un atteggiamento di particolare prudenza e sobrietà”.
“Nonostante l'entrata in vigore di accordi per cessate il fuoco – hanno riepilogato dal gruppo di maggioranza – i dati ufficiali riportano l'uccisione di oltre 400 civili dall'Ottobre 2025 e a Gennaio si registrano 1,9 milioni di persone sfollate, di cui 1,6 milioni a livelli critici di sicurezza alimentare, senza dimenticare la distruzione delle infrastrutture civili. Va ricordata anche la continua condizione di occupazione militare illegale e di sistematica violazione di diritti fondamentali a cui è sottoposta la popolazione palestinese in Cisgiordania”.
Non solo, il gruppo ha fatto presente che l'iniziativa di Capannoli non è isolata, ma “coerente – hanno proseguito – con le posizioni di molte altre amministrazioni, da Bologna a Roma, che hanno inteso la bandiera come richiamo ai principi di autodeterminazione dei popoli e protezione dei civili in zone di conflitto”. Per quanto riguarda poi il Regolamento del Comune, “questo – hanno specificato – non esclude l'esposizione di bandiere o simboli finalizzati a manifestare l'indirizzo dell'ente sui temi di cooperazione e di pace. La neutralità istituzionale non va intesa come indifferenza rispetto a violazione di diritti umani accertate. L'amministrazione agisce nell'ambito della propria autonomia politica, assimilando tale esposizione alla bandiera della pace”.
Se vuoi leggere le notizie principali della Toscana iscriviti alla Newsletter QUInews - ToscanaMedia. Arriva gratis tutti i giorni alle 20:00 direttamente nella tua casella di posta.
Basta cliccare QUI











