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lunedì 23 settembre 2019

Attualità lunedì 18 febbraio 2019 ore 17:30

Il negozio di cinesi che assume italiani

Da sinistra Yuebin Zhao, Jugers Xhafa, Elisabetta Bruno, Mario Brescia e Viola Zhao
Da sinistra Yuebin Zhao, Jugers Xhafa, Elisabetta Bruno, Mario Brescia e Viola Zhao

Su sette dipendenti, tre non cinesi. La proprietaria: "E' un modo per aprirsi alla vostra cultura". Un giovane italiano: "Mi trovo benissimo"



CAPANNOLI — "Perché assumiamo italiani? E' un modo per affacciarsi a una cultura diversa, aprire agli italiani è un modo per capire come lavorano e come si comportano gli italiani". Sabrina Zhao è la titolare di Cz, catena di grandi magazzini cinesi che conta al momento 13 punti vendita nell'Italia centro settentrionale. Uno di questi negozi è a Capannoli, dove ci sono sette dipendenti, tra cui anche tre giovani non cinesi: due italiani (una stagista) e un albanese.

"La titolare è soddisfatta del nostro lavoro - ha spiegato Mario, 20 anni - ci riempie di complimenti, abbiamo un rapporto molto aperto con il capo. Questo è sicuramente un lato molto positivo di questo lavoro".

Il ventenne Mario Brescia è diplomato in ragioneria turistica all'Itcg Fermi di Pontedera e abita a Capannoli, a due passi dal negozio. 

E' stato lui il nostro tramite per raggiungere la titolare. Inoltre ci ha spiegato vari aspetti di questo suo lavoro: "Sono qui dal febbraio 2018, un anno. Siamo sette dipendenti. Come ho trovato questo lavoro? Molto semplice, nel più classico dei modi... ho trovato il cartello fuori dal negozio 'cercasi commesso'. Ho lasciato il curriculum, dopo poco mi hanno richiamato per un colloquio e poi sono stato assunto. Sono stato fortunato. Hanno promesso di farmi il contratto a tempo indeterminato". 

Mario ci ha raccontato che la convivenza sul luogo di lavoro è ottima: "Con i colleghi mi trovo benissimo, in particolare con Jugers, che tutti chiamiamo Juri, con lui usciamo anche insieme, andiamo a giocare a calcetto con gli amici".

"Se ho mai pensato di imparare il cinese? Molto spesso mi ritrovo con la mia responsabile che è cinese e non parla benissimo l'italiano. Spesso lei mi insegna qualche parola in cinese e io a lei in italiano. Al momento so contare fino a dieci e dire frasi come 'non ci sono più clienti in negozio' oppure 'spegni le luci'... quando dico queste frasi generalmente scoppia una risata generale". Una risata collettiva sul luogo di lavoro, anche questa è integrazione.

René Pierotti
© Riproduzione riservata



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