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Attualità Sabato 22 Agosto 2026 ore 08:15

Maxi impianto fotovoltaico, "Società che costruisce in Cisgiordania"

Il coordinamento No Valdera Avvelenata denuncia: l'impresa che vuol realizzare l'impianto è controllata da una multinazionale israeliana



CASCIANA TERME-LARI — L'ennesimo progetto di impianto fotovoltaico in Valdera, stavolta, supera ampiamente i confini della provincia pisana. Perché come denunciato dal coordinamento No Valdera Avvelenata, il progetto che riguarda Lavaiano tocca addirittura gli equilibri geopolitici del Medio Oriente.

La società che propone la realizzazione dell'impianto da 18.920 kilowatt di picco è infatti la Spv Energy E32 Srl, società con base a Milano ma che sarebbe controllata dalla multinazionale israeliana Shikun & Binui. Quest'ultima, attiva nelle infrastrutture e nel settore immobiliare, è stata inserita nella "lista nera" delle Nazioni Unite in quanto operativa nelle zone occupate dai coloni israeliani tra Cisgiordania e Striscia di Gaza.

"La Shikum & Binui agisce in Italia attraverso la Spv Energy, una società di comodo con sede a Milano, zero dipendenti e un capitale sociale di appena 2.500 euro - hanno scritto in una nota da No Valdera Avvelenata - parliamo dello stesso colosso industriale che da decenni costruisce interi insediamenti e colonie illegali in Cisgiordania, infrastrutture stradali e tranviarie a sostegno dell'annessione dei territori occupati dall'esercito israeliano".

"Noi non ci stiamo a lavare il viso a una multinazionale che specula su terreni agricoli e che è complice nel genocidio dei palestinesi - hanno aggiunto - questa non è transizione ecologica, ma barbarie, e dev'essere chiaro: tutti coloro che abbasseranno la testa fingendo di non vedere, sono complici. Non bastava la vergogna dei 14 ettari sottratti all'oasi dei Poggini e dell'impianto già quasi completato a ridosso di Lavaiano. Adesso si concedono ancora altri 22 ettari di terreno".

Del resto, la medesima multinazionale sarebbe coinvolta anche nella realizzazione di un altro impianto in Toscana, ovvero a Ribolla, in provincia di Grosseto. "Chiediamo al presidente della Toscana Eugenio Giani di non concedere l'autorizzazione - hanno concluso - e al sindaco di Casciana Terme-Lari di smetterla di nascondersi dietro al silenzio: convochi un Consiglio comunale aperto ai cittadini".


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