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Attualità mercoledì 18 novembre 2015 ore 12:35

Una rosa non un pugno

Uno spot contro la violenza sulle donne girato alla Capannina di Cevoli e promosso da Amnesty International. Sulla scena arte e flamenco



CASCIANA TERME LARI — Flamenco e arte contro la violenza sulle donne. È nato da poco lo spot contro la violenza sulle donne “A rose not hurt ” tradotto “Una rosa non un pugno”, prodotto da “Bambino” sarai tu! e promosso da Amnesty International Sezione Italiana.

Lo spot è stato proiettato in anteprima al Misff (Montecatini International Short Film Festival) e sabato 24 ottobre ha ottenuto il Premio Speciale per l’Identità 2015.

Domenica 1 novembre “Una rosa non un pugno” è stato protagonista del grande schermo sul palco di Lucca Comics ad Games 2015.

Sarà presentato al primo evento Un gesto d'arte contro la violenza con Amnesty International Circoscrizione Toscana a Pietrasanta sabato 21 novembre alle 17,30 all’Associazione Intrecciarte. Altra presentazione a Roma il 25 novembre alla Casa della Salute del X Municipio nell’evento organizzato dall’Associazione Punto D con la Asl.

Una rosa non un pugno è stato girato in provincia di Pisa (sede Benci Desing) alla Capannina di Cevoli ). Il progetto parte da un’idea della pisana Barbara Sarri (soggetto e sceneggiatura) collaboratrice delle edizioni La Freccia e direttore editoriale di “Bambino” sarai tu!. La regia è di Antonio Tosi, le riprese di Roberto Carli e il montaggio di Susanne Ratschiller.

Lo spot si dipana su due linee narrative parallele, una donna, Isabel, che ritrova la sua strada dopo la violenza con il flamenco. L’altra la pittrice Artemisia Gentileschi violentata nel 1611 da Agostino Tassi, il quadro scelto è il suo più famoso la Giuditta e Ofoferne, nel quale si dice che Artemisia in Oloferne ha ritratto il volto di Agostino. Sono entrambe storie di donne che si sono riscattate dalla violenza in un incastro “quasi magico” quanto crudele, sensazione che resta dal dipinto della Gentileschi.

Simbolo del flamenco è la statua dell'artista Berson che appare sulla fontana di una piazza e che rappresenta una ballerina col ventaglio.

La violenza è simboleggiata dal pugno che con forza invade lo schermo e lascia il silenzio. La rosa è il simbolo del Riscatto diventa Ponte/ Essenziale Altrove / Contatto con l'uomo, l’attore Vittorio De Franceschi, che la raccoglie e la sceglie oltre il tempo e lo spazio legando metaforicamente le due storie fra loro.

Il misterioso suono delle nacchere diventa protagonista nel dipinto di Artemisia e la Guajira con dolcezza ma energia dona grinta prima e pace dopo.

L' attore De Franceschi si china, raccoglierla rosa e la porge a tutte le donne. Con questo gesto è insita la richiesta del perdono per tutti gli uomini che hanno ferito una donna e simboleggia con forza la filosofia dell'Amore.

Il cortometraggio ha come testimonial Vittorio De Franceschi (L'isola dei famosi, Baciami adesso, Don Matteo, Il commissario Rex) in collaborazione con Fedic (Federazione Italiana Cineclub) Aid&A (Associazione Insegnanti Danza Espressioni Artistiche) Corte Tripoli Cinematografica.

Info:

“A rose not hurt” (Durata 1 minuto e 15 secondi)

è una produzione di “Bambino” sarai tu!, Promosso da Amnesty International

Con Vittorio De Franceschi

In collaborazione con

FEDIC ( Federazione Italiana Cineclub)

AID&A (Associazione Insegnanti Danza Espressioni Artistiche)

Corte Tripoli Cinematografica

da un’idea di Barbara Sarri (autrice e sceneggiatrice) pisana

Regia di Antonio Tosi / Riprese di Roberto Carli

Fotografia Roberto Carli / Antonio Tosi

Si ringrazia ADCOM che ha fornito la camera PANASONIC AG-DVX200.

La macchina da pochissimo in Italia con questo spot ha potuto essere testata.

Montaggio: Susanne-Ratschiller-Avolio

Musica: Guajira, “Para mi Simonita” di Damiano Ditaranto

Sulla base della coreografia di Teresa Esposito.

Backstage/Fotografa ufficiale Elena Paletti

Si ringrazia l’artista Simon Berson (New York) per la scultura flamenca

Si ringrazia la location di Benci Design.


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