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domenica 26 maggio 2019

Attualità venerdì 24 novembre 2017 ore 08:00

Al via due progetti di integrazione e inclusione

“Territorio Solidale” e “Un Passo Avanti” sono i due progetti sperimentali in partenza per i richiedenti asilo e persone in difficoltà



CASCIANA TERME LARI — Ieri mattinal’amministrazione comunale di Casciana Terme Lari ha presentato due progetti per l’integrazione e l’inclusione sociale diretti il primo ai richiedenti asilo presenti sul territorio comunale ed il secondo a persone che vivono in particolari condizioni di disagio e segnalati dai servizi sociali.

I due progetti partiranno entrambi tra pochi giorni, esattamente il primo dicembre 2017 ed avranno la durata sperimentale di un anno il primo e di quattordici mesi il secondo.

"Territorio solidale è un progetto – ha detto il Sindaco Mirko Terreni – a doppio senso: si riceve ospitalità offrendo qualcosa in cambio, si arricchisce il territorio e si fanno sentire utili i profughi. Sono fondamentali queste iniziative che diventano un vero e proprio anticorpo per evitare episodi di intolleranza".

Con il progetto “Territorio Solidale”, quindi l’Amministrazione ha voluto dare risposta all’esigenza di attivare un percorso volto a promuovere l’integrazione dei profughi presenti nel nostro Comune. Nato dalla collaborazione con la Cooperativa sociale “Il Cammino”, il progetto è volto a favorire la crescita della coesione sociale, e a prevenire e superare le cause di possibili tensioni,in linea anche con gli indirizzi e le politiche espresse a livello regionale. Al momento sono ventisei i migranti presenti a Casciana Terme Lari e molti di loro saranno coinvolti fin da subito nel progetto, che li vedrà impegnati in interventi all’interno dei parchi pubblici e delle piazze di Perignano. L’obiettivo perseguito è quindi di pubblico interesse e di duplice valenza. I migranti infatti, con le attività che svolgeranno quotidianamente, contribuiranno a garantire il decoro dei parchi e delle piazze, contrastando l’abbandono dei rifiuti anche attraverso la rimozione occasionale della sporcizia, e a segnalare l’uso improprio dei luoghi e delle attrezzature da parte degli utenti. Questo renderà concreto l’obiettivo di sensibilizzazione e responsabilizzazione, grazie al loro diretto coinvolgimento nella cura del patrimonio e del verde pubblico e al loro inserimento in attività a favore del territorio in cui vivono.

Matteo Lami, presidente della Cooperativa Il Cammino ha sottolineato come il modello dell’accoglienza diffusa adottato in Valdera "sia un modello vincente. I profughi vengono suddivisi in piccoli gruppi e ospitati in singoli appartamenti, e sono seguiti da educatori che insegnano loro le piccole regole del vivere insieme, dal fare la spesa al cucinare il pranzo, dalle pulizie domestiche alle piccole opere di manutenzione. Questo modello, che evita l’aggregazione in grossi gruppi, insieme ad insegnare loro le regole del nostro vivere, li segue e li accompagna fino all’ottenimento del permesso di soggiorno, per il quale occorre circa un anno e mezzo. Un tempo abbastanza lungo e con tante difficoltà per le differenze sostanziali di lingua, di religione, di educazione che ci sono anche all'interno dello stesso gruppo, e diventano quindi fondamentali progetti di inserimento come questo.”

Per Monica Mori vicepresidente della Cooperativa Il Cammino, il progetto “Territorio solidale” combatterà la difficoltà dei richiedenti asilo che si sentono spesso esclusi dalla comunità che li ospita.

Il secondo progetto “Un passo avanti” è gestito dalla Amministrazione comunale insieme alla Cooperativa Ponteverde ed è rivolto ai cittadini residenti nel Comune in carico ai servizi sociali.

“Il progetto – dice il sindaco – tende a trasformare i contributi erogati a quelle persone che vivono situazioni di difficoltà, in compensi per prestazione di opera lavorativa. Si tratta di un progetto, anch’esso sperimentale, e che verrà attuato per un primo periodo di quattordici mesi”. “Un Passo Avanti” – continua Terreni - mira nello specifico a favorire la crescita sociale ed economica di persone in particolari condizioni di precarietà e in carico ai servizi sociali, dando loro la possibilità di fare un’esperienza lavorativa. Lo scopo: promuovere l’empowerment, lo sviluppo e l’autostima,attraverso un’azione di responsabilizzazione della persona stessa, che passerà dal ricevere un sussidio monetario puramente assistenziale a svolgere un’attività lavorativa di pubblico interesse. Un processo in cui la persona potrà sviluppare competenze e risorse da impiegare anche in futuro, per migliorare in maniera attiva e costruttiva la propria vita. Il progetto, oggi al suo anno zero, ha un costo complessivo di 21.000 euro. I soggetti coinvolti al momento sono tre e altrettanti saranno chiamati per eventuali sostituzioni. A selezionarli sono stati i membri della Commissione di Assistenza Sociale, in base a criteri con cui è stata valutata la condizione complessiva del nucleo familiare di cui fanno parte. Nei prossimi quattordici mesi svolgeranno attività di manutenzione all’interno dei cimiteri per contribuire a garantirne il decoro, occupandosi dei servizi di pulizia, raccolta rifiuti e cura del verde".

"Ritengo fondamentale - afferma ancora il Sindaco Mirko Terreni - che un’Amministrazione persegua azioni e politiche volte a favorire l’uguaglianza dei cittadini e il pieno sviluppo della persona umana. Valori sanciti nella nostra Costituzione che abbiamo tradotto negli indirizzi del nostro programma di governo. Azioni che ci impegniamo quotidianamente a mettere in pratica, anche attraverso lo stanziamento di risorse economiche ed organizzative, destinate a realizzare iniziative per sostenere le persone in stato di bisogno. Un obiettivo che riusciamo a perseguire grazie all’aiuto e al contributo di organizzazioni come le due cooperative con cui abbiamo dato vita a questi progetti e alle associazioni del territorio con cui, grazie ad azioni congiunte, riusciamo a conseguire risultati importanti per lo sviluppo del nostro tessuto sociale.”

Matteo Cartacci, assessore ai servizi sociali del Comune Casciana Terme Lari definisce questi progetti un “arricchimento della società” e che l’ Amministrazione comunale ha voluto realizzare con forza per "contribuire, attraverso il coinvolgimento attivo del singolo, ad una concreta forma di integrazione e di inclusione sociale. Attraverso azioni pratiche e tangibili, entrambi i progetti sono volti a favorire la crescita e lo sviluppo della persona e in generale a promuovere la prevenzione e il superamento di possibili conflitti sociali.”

Marcella Bitozzi
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