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Spettacoli mercoledì 17 febbraio 2016 ore 18:35

Le facce della memoria alla Città del Teatro

Lo spettacolo commemorativo sulla Resistenza realizzato dalla regista Francesca Comencini andrà in scena sabato 20 febbraio



CASCINA — Una serata dedicata alla memoria e alle donne della Resistenza con in scena sei attrici Mia Benedetta, Bianca Nappi, Carlotta Natoli, Lunetta Savino, Simonetta Solder, Chiara Tomarelli.

Alle 19 nel ridotto del teatro, le artiste incontreranno il pubblico insieme al giornalista e autore teatrale Alberto Severi.

“La memoria di chi resta è più forte di ogni lapide, di ogni resoconto storico, di ogni ricostruzione a posteriori”. Da questa riflessione è nata l’urgenza di portare in scena lo spettacolo Tante facce nella memoria e consegnare all’ascolto, le testimonianze dirette di sei donne che hanno attraversato da protagoniste il terribile eccidio delle Fosse Ardeatine.

Le sei attrici saranno parenti delle vittime, partigiane, testimoni, eroine riconosciute della Resistenza o anonime cittadine romane capitate quasi loro malgrado nella grande macchina della Storia.

Una memoria al femminile narrata attraverso un percorso emotivo fatto di ricordi, intimità, piccoli gesti che hanno determinato la loro resistenza e perseveranza per raccontare una Roma diversa, che oggi non può che apparirci silenziosamente eroica.

Curato da Mia Benedetta e Francesca Comencini che ne è anche regista, lo spettacolo è nato con l’ascolto delle registrazioni delle testimonianze dirette ed affronta una delle pagine più drammatiche della nostra storia. grazie alle interviste fatte da Alessandro Portelli alle vere protagoniste.

La lucidità di Marisa Musu, il coraggio di Carla Capponi, la veridicità popolare di Ada Pignotti, così come l’intelligenza di Gabriella Polli, la passione della Simoni e della Ottobrini, sono le voci e le facce che ricostruiscono un eccidio tra i più degenerati della storia moderna.

Francesca Comencini sullo spettacolo ha detto: ”Il tempo della memoria è il tempo di chi sta ricordando, e non dei ricordati, e quindi è presente. Sarebbe bello che questo tempo avvenisse nella testa di una ragazza. Vorrei che si capisse che nessuna ragazza è diseredata, ma viene sempre da un’eredità. E qui l’eredità è rappresentata da queste donne che assieme a tante altre hanno tracciato una strada e dato una forma alla libertà di cui oggi la ragazza in platea può in parte godere. Ma su questa libertà bisogna vegliare, non è scontata.”



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