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Attualità mercoledì 19 agosto 2015 ore 17:15

L'ex sindaco e quella targa al generale tedesco

Un intervento di Bernardo Vellone sul ruolo del comandante Frido von Senger, a pochi giorni dal 71° anniversario dell'eccidio nel Padule di Fucecchio



SANTA MARIA A MONTE — Pubblichiamo un intervento di Bernardo Vellone, ex sindaco di Santa Maria a Monte.

"Il 23 agosto ricorrerà il 71° anniversario dell’eccidio avvenuto nel Padule di Fucecchio, territorio all’epoca dei fatti posto sotto il controllo del XIV Corpo d’Armata comandato dal Generale tedesco Frido von Senger und Etterlin. Un anno fa a Santa Maria a Monte l’Associazione Storie Locali ha provveduto ad apporre in località Pozzo, sede per un periodo del comando del XIV Corpo d’Armata, una targa commemorativa dedicata al generale von Senger.

"In maniera pacata esternai i miei sentimenti di contrarietà ad una simile iniziativa, rilevando che anziché celebrare un generale dell’esercito d’occupazione nazista sarebbe stato doveroso ricordare innanzitutto le nostre vittime civili dei cannoneggiamenti ed ancora quanti come medici, farmacisti, sacerdoti e persone di buona volontà si adoperarono per alleviare le sofferenze materiali e spirituali nei 45 giorni in cui la guerra si fermò a S. Maria a Monte.

"Ai promotori torno a chiedere di riflettere sulla giustezza e l’opportunità sotto il profilo etico e storico di un’iniziativa che tende ad omettere la responsabilità morale derivante dal grado e dal ruolo ricoperto dal generale von Senger; costui nella memorialistica data alle stampe dopo la guerra, non ha mai mostrato pentimento per le 175 vittime dell’ eccidio del Padule, strage di cui von Senger era certamente a conoscenza per avere approvato le conclusioni d’una inchiesta farsa condotta dall’esercito tedesco; conclusioni che lo storico Pezzino definisce inevitabilmente assolutorie nei riguardi degli autori del massacro, ossia di militari subordinati in via gerarchica allo stesso generale.

"Mi inchino di fronte alle vittime dell’eccidio. La targa al generale von Senger è stata apposta non in mio nome e sono certo neanche a nome della stragrande maggioranza dei santamariammontesi consapevoli senza sfumature di chi in quell’estate del 1944 operò dalla parte del bene e di chi lo fece dalla parte del male".



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