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Cronaca venerdì 21 febbraio 2014 ore 16:01

Diventare soci o perdere il posto?

Il dramma di 50 addetti della Valdelsa Logistica, cooperativa in appalto alla Revet. Lavoratori e sindacati in presidio davanti al Comune di Pontedera



PONTEDERA — “Un’operazione subdola e inaccettabile”. Così, con un’unica voce durante un presidio di fronte a Palazzo Stefanelli, le segreterie provinciali di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uil-Uiltec definiscono il comportamento della Valdelsa Logistica, la cooperativa affidataria dell’appalto della Revet che nei giorni scorsi ha messo alle strette i suoi circa 50 lavoratori.

“La cooperativa – ha spiegato Goffredo Carrara di Filt-Cgil – ha dichiarato un buco di bilancio di fronte all’assemblea dei soci. Negata la possibilità di mettere ognuno una quota, i membri dell’assemblea hanno dichiarato chiuso l’appalto a Valdelsa Logistica e durante lo scorso finesettimana questa cooperativa ha messo i lavoratori di fronte a una scelta: entrare in un nuovo soggetto appaltatore o starsene a casa”. Un aut aut da fare entro il 28 del mese che, secondo i sindacati, è stato posto senza alcun tipo di giustificazione né chiarimento. “Alcuni operai – ha detto Dia Papa Demba di Uiltec – per la paura di perdere lo stipendio hanno ceduto, accettando però un contratto senza statuto né regolamento, che richiede anche una quota associativa della cui entità nessuno parla”.

Si tratterebbe così della quarta cooperativa che chiude in tre anni ed è questo che fa andare su tutte le furie i sindacalisti e i lavoratori che questa mattina hanno avuto un colloquio anche con il vicesindaco Massimiliano Sonetti, quale rappresentante di uno dei Comuni azionisti di Revet. “Siamo stanchi di vedere che le cose non funzionano – dicono i rappresentanti – che la cooperativa ignora i contratti di solidarietà o gli ammortizzatori sociali da noi proposti. Qui la situazione non va bene, o l’appalto è sbagliato o c’è dietro una mala gestione dell’azienda”.

Adesso, secondo i sindacalisti come Sabino Rotella di Cgil e Luca Calastri di Cisl, devono intervenire le istituzioni e i soggetti preposti per bloccare comportamenti inaccettabili come quello di richiedere anche la dismissione della tessera sindacale a chi non accetta le nuove condizioni. “Senza contare poi – ha aggiunto Papa Demba – la discriminazione etnica che la cooperativa sta mettendo in atto. Della cinquantina di lavoratori coinvolti, solamente una donna è italiana e un uomo somalo, poi il resto sono tutti cittadini originari del Senegal”.

Solidale con la lotta delle sigle sindacali e dei lavoratori si è mostrato anche il vicesindaco Sonetti che li ha accolti nella sala del consiglio comunale e ha promesso loro il massimo impegno da parte dell’amministrazione, a breve richiederà personalmente un incontro con il presidente di Revet.

Anna Dainelli
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