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lunedì 25 marzo 2019

Politica venerdì 23 maggio 2014 ore 17:43

Don Armando Zappolini "Vigilate sempre sulla provenienza dei soldi"

Il giorno dell'anniversario della strage di Capaci il parroco di Perignano lancia un'appello ai candidati: "Non fatevi sedurre dai capitali sospetti"



PROVINCIA DI PISA — L'anniversario della strage di Capaci (23 maggio 1992) è l'occasione per don Armando Zappolini, il parroco di Perignano famoso in tutta Italia per il suo impegno nel sociale e nella lotta alle mafie attraverso percorsi di legalità, per ricordare a tutti i candidati sindaco alle elezioni amministrative del 25 maggio che non bisogna mai abbassare la guardia e vigilare contro le infiltrazioni mafiose nei territori pisani. Il 23 maggio del 1992, con un attentato dinamitardo, veniva ucciso il giudice Giovanni Falcone a Capaci. Una data che anche per don Armando, come per tutta l'Italia, ha rappresentato un punto di svolta, un dramma da cui è partito un percorso di legalità.

In Valdera, ma anche nel resto della Toscana, in passato ci sono stati casi di infiltrazioni mafiose di attività che dalle indagini sono risultate essere connesse alla malavita organizzata. Quale è la situazione attuale che rileva dal suo osservatorio e soprattutto quale è il messaggio che lancia ai candidati sindaco?

“La situazione della provincia di Pisa è abbastanza tranquilla non abbiamo notizia di recenti tentativi di penetrazione delle mafie anche se è indispensabile non abbassare mai la guardia. Proprio per questo, come ho avuto modo di dire alcune sere fa in un incontro con i candidati sindaco bisogna vigilare sempre con estrema attenzione alla provenienza dei capitali e di chi viene ad investirli indipendentemente dagli schieramenti e dalle ideologie politiche. In tempi di crisi in giro ci sono soprattutto i soldi della mafia, bisogna non farsi sedurre da chi arriva su un territorio e investe grandi capitali, è necessario essere sempre vigili e chiedersi da dove vengono i soldi e perché arrivano sul territorio. Il problema infatti è che contaminare una comunità con i soldi della malavita è facile, farla guarire è un processo lungo e difficile”.

Recentemente a Pisa avete anche fatto un ulteriore passo avanti sulla lotta alla mafia. Di che si tratta?

“A giugno inaugureremo un'edicola in Borgo Stretto che era stata sequestrata dalla Dda di Firenze perché di proprietà di una persona vicina alle famiglie mafiose, accusata di vari delitti. L'edicola è stata affidata all'associazione Libera e ora a giugno riaprirà i battenti e verrà gestita da una cooperativa. Un segnale di un territorio che reagisce alle infiltrazioni mafiose, di una società dove la collettività e le istituzioni hanno il coraggio di dire no alla malavita organizzata. Questo è un passaggio importante e l'edicola come altre realtà che sono state recuperate sarà un simbolo di tutto ciò. Forse avremo anche don Ciotti per l'inaugurazione”.

Lei cosa ricorda di quel 23 maggio del 1992? Cosa significò per Lei e per la provincia di Pisa?

“La prima sensazione che ebbi fu quella di impotenza, di disperazione, perché arrivare a uccidere un pubblico ministero voleva dire colpire lo Stato e il simbolo della legalità e della lotta alla mafia in quegli anni. Da poco avevo iniziato a impegnarmi con la comunità di recupero per i ragazzi con problemi di tossicodipendenze e la sensazione fu che fosse tutto inutile, che fosse una lotta insostenibile e subito dopo una grande rabbia. Poi con il tempo la rabbia è stata razionalizzata e incanalata e questo è stato un passaggio fondamentale, per me e per le persone a me vicine e per tutti quelli che si sono impegnati civilmente nella lotta alla mafia. Anche lì abbiamo cominciato il nostro percorso per la legalità e per combattere la mafia con l'associazione Libera, cercando di costruire una cultura della legalità”.


© Riproduzione riservata

Cinisi 9 Maggio 2012 con Don Armando Zappolini prete di Libera - Libera Castelvetrano - 11 maggio 2012
Tg1 Edizione straordinaria Strage di Capaci
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