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Lavoro giovedì 13 marzo 2014 ore 11:05

​Donne e straniere, il futuro dell’agricoltura si tinge di rosa

Kersten Heassun

Lavorano nei campi e gestiscono agriturismo. Sono a Ponsacco, in Valdicecina, a Campiglia Marittima ed è loro quasi un'impresa su due



PONSACCO — Donne e imprenditrici agricole, spesso anche straniere. Sono loro le ambasciatrici del made in Pisa. E a loro nome, secondo i dati di Coldiretti, è quasi la metà delle imprese agricole in provincia.

Kerstin, tedesca di Francoforte, produce vino e olio a Ponsacco. Herta, ex architetto austriaco, alleva asini e gestisce un agriturismo a Campiglia Marittima. Arriva da Bucarest Cristina Oancea che a Montecatini Val di Cecina coltiva cereali. Affascinati dalla Toscana, sono sempre più gli stranieri che nella campagna pisana, tra Volterra e la Maremma, hanno messo radici e si sono dedicati all’agricoltura.


Secondo Coldiretti Pisa dal 2006 le imprese agricole straniere che operano nella nostra regione sono cresciute infatti del 15,1 per cento e di queste, quasi la metà (il 43 per cento) sono gestite da donne (dati Inea-Infocamere).


Herta, KersteneCristina sono solo tre delle 1.030 imprenditrici agricole straniere diventate ambasciatrici dei nostri prodotti nel mondo e che attraverso l’agricoltura e il lavoro si sono costruite un percorso di integrazione, parità sociale ed indipendenza economica riuscendo a far coincidere i tempi della vita con quelli del lavoro. A fianco di un Made in Tuscany che passa in mani straniere lasciando solo le braccia in Toscana mentre mente, cuore e cassaforte stanno altrove, c’è un Made in Tuscany che viene da lontano e che contribuisce, ogni giorno, con fatica e sudore, al primato del nostro agroalimentare. “L’agricoltura, più di altri settori della nostra economia – ha spiegatoLaura Chiellini, Delegata Provinciale Donne Impresa – sta dimostrando una forte predisposizione a rispondere alle aspettative delle donne che hanno l’occasione di essere veramente protagoniste dell’impresa che guidano o in cui collaborano. L’agricoltura è un percorso che ha facilitato il desiderio di emancipazione sociale ed economica favorendo la crescita cultura del territorio.

L’ingresso progressivo delle donne nell’agricoltura - sottolinea Chiellini - ha certamente dato un forte impulso all’innovazione che ha caratterizzato il settore con l'ampliamento delle attività ad esso connesse come la trasformazione dei prodotti, la nascita del settore dell'agribenessere, il recupero di antiche varietà, le fattorie didattiche, gli agriasilo, l’adozione di piante e animali on line e tante altre innovazioni”. Una parte della fortuna della regione del buon cibo e del buon vivere, dell’ospitalità e della cura del territorio, dell’immagine e della pubblicità è merito - anche - di questa piccola ed intraprendente fetta di imprese che parla “un'altra lingua”.

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